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Riforma Pensioni 2015/ La flessibilità che aiuta giovani, esodati e conti dello Stato

MARIO CARDARELLI continua a esporci come procedere a una riforma delle pensioni, che preveda una flessibilità capace di favorire anche l'occupazione dei giovani

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Eccoci arrivati ai capisaldi di una riforma delle pensioni di cui ho iniziato a parlare in un precedente articolo. Per l'accesso alla pensione serve la cosiddetta flessibilità. Per esprimerci in termini attuali di web e computer, il login è: Età Contributiva; la password è: Quota (97/100/104/105 che sia). La quota è data dalla sommatoria di due componenti autonome tra di loro, ma correlate da un grado di coerenza condiviso che blocca l'utilizzo della quota tanto verso l'alto (il top è dato dall'accesso alla pensione di vecchiaia), quanto verso il basso, che è stabilito dal dato medio storico anagrafico della generazione dei lavoratori precoci.

I dati successivi sono esempi, visto che tocca all'autorità di governo fissare la quota soglia di equilibrio. Qui, per restare in termini di uscita anticipata sulla cosiddetta pensione anticipata, si è scelto la soglia dei 42 anni di contributi e dei 63 anni di età, con un meccanismo di rimodulazione in base al tasso di longevità e a quello di sostituzione. Tale soglia è imputabile alla pari di una quota 105. Così l'Ecu (Età contributiva utile) sarà data da un estremo superiore (ceiling) e uno inferiore (flat). Anagrafica 66 anni, contributiva 39 e di seguito 65/40, 64/41, 63/42, 62/41 fino al flat di base. 

La maggiore età, con il minor carico contributivo dovrebbe soddisfare il principio del valore del tempo nella rendita e, viceversa, minore età e maggiore carico contributivo quello del montante. Con la flessibilità si ottimizza il ruolo della pensione anticipata come soluzione strutturata, soprattutto in presenza di forti criticità cicliche strutturali prolungate nel tempo. Si pensi al settore bancario: ad esempio, espulsione, sostegno del reddito, versamento contributivo, reddito come pensione attualizzata come forma di inoltro a pensionamento, pensionamento. La flessibilità di accesso alla pensione, di cui la pensione anticipata è il perno centrale, prevede un diverso approccio al concetto di penalizzazioni e incentivi che viene sviluppato grazie alla contribuzione volontaria generalizzata: una "leva di Archimede". 

La contribuzione volontaria generalizzata, scomparsa con la riforma Dini e limitata a poche fattispecie, viene ri-estesa a livello sistemico previdenziale come uno dei percorsi di accesso alla pensione anticipata per coloro che: a) sono sottoposti a processi di ristrutturazione, riconversione, b) si trovano inseriti nelle procedure che attivano fondi di solidarietà/esodo, ecc., pre-procedure 223, e quindi in contesti di volontarietà e obbligatorietà. È comunque la modalità per individuare il livello desiderato di uscita e la sua conseguente adeguatezza, grazie alla libertà di destinarvi quelle risorse che ognuno desidera con buona pace dei pilastri previdenziale residui.