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RIFORMA PENSIONI 2015 / Confesercenti: no ai rimborsi ai pensionati tramite Bot

Riforma pensioni 2015, dibattito in standby in attesa delle decisioni del Governo, chiamato a rispettare la sentenza della Consulta: le reazioni politiche. 

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Il fatto che il Governo non abbia smentito l'ipotesi de Il Messaggero riguardo il pagamento dei rimborsi della mancata indicizzazione delle pensioni attraverso titoli di stato lascia pensare che essa sia vera. Per questo Confesercenti è intervenuta con una nota per segnalare che il ricorso ai Bot farebbe aumentare il debito pubblico, con conseguenze negative per il bilancio pubblico. L'associazione di categoria segnala inoltre che ci sarebbe il rischio di far apparire i pensionati responsabili di questo aggravio per i conti dello Stato. Dunque sarebbe utile aprire un confronto con le rappresentanze dei pensionati per trovare delle soluzioni in grado di evitare problemi sia per lo Stato che per chi deve ricevere i rimborsi.

Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, interviene sulla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco delle rivalutazioni delle pensioni per chiedere al Governo di esprimere una posizione unitaria, dato che le dichiarazioni di Padoan e e Zanetti sono apparse contrastanti. Per questo Damiano chiede che venga convocato un tavolo con i sindacati confederali e dei pensionati per affrontare il problema. Per l’ex ministro sarebbe un buon momento anche per affrontare il tema dell’introduzione della flessibilità per l’accesso alla pensione.

I rimborsi ai pensionati determinati dalla sentenza della Corte Costituzionale potrebbe avvenire con titoli di stato. Secondo quanto scrive Il Messaggero questa ipotesi si starebbe facendo largo negli ambienti governativi, dato che avrebbe un importante vantaggio: neutralizzare gli effetti sul deficit evitando così richiami e problemi coi vincoli europei. Se infatti i rimborsi avvenissero utilizzando direttamente risorse pubbliche, sicuramente si andrebbero a sforare i parametri di finanza pubblica pattuiti con Bruxelles.

Continua ad agitarsi il dibattito politico attorno alla sentenza della Consulta, che ha bocciato il blocco delle indicizzazioni delle pensioni superiori ai 1.500 euro, introdotto dal decreto Salva Italia del governo Monti nel 2011, e condannando lo stato a risarcire il maltolto. La sentenza della Corte Costituzionale potrebbe avere effetti negativi sulla riforma delle pensioni, di cui si sta discutendo, a causa delle minori disponibilità che inevitabilmente saranno a disposizione del Governo, che potrebbe anche decidere di posticipare la riforma. Come verranno reperiti i fondi a disposizione e a quanto ammonta il risarcimento?

Il Governo non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali a tal proposito, spiegando di voler prima di tutto quantificare con esattezza l'importo da rimborsare ma il Ministro dell'Economia Padoan ha confermato che il Governo sta studiando soluzioni che permettano di rispettare la sentenza della Consulta ma, al tempo stesso, "di minimizzare i costi". Con quali modalità si minimizzeranno i costi? Prevedendo un rimborso solo per le pensioni meno elevate? In attesa di conferme ufficiali, le dichiarazioni del Sottosegretario al Ministero dell'Economia Enrico Zanetti, confermano che un'ipotesi di questo tipo, al momento, non può essere esclusa con certezza.

"Impensabile risarcire tutti i pensionati", ha detto Zanetti, che ha precisato di esprimere la propria opinione come Segretario di Scelta Civica e non come membro del Governo, aggiungendo che un rimborso ai pensionati che percepiscono assegni elevati sarebbe "immorale".  

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