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Lavoro

Riforma Pensioni 2015/ Un "consiglio" dall'Europa per i lavoratori over 50

Un rapporto di Eurofound pubblicato negli ultimi giorni può essere un'importante bussola per la riforma delle pensioni in Italia. GIANCAMILLO PALMERINI ci spiega perché

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Le società europee stanno, senza dubbio, invecchiando. L'Europa si caratterizza, quindi, sempre più, per una forza lavoro più anziana e in contrazione. Aumentare il tasso di occupazione degli anziani, per mantenere economie competitive e sostenere sistemi pensionistici adeguati, è diventata, così, una priorità politica per tutti i governi europei e i responsabili politici dell'Ue. Tuttavia per operare, con lungimiranza, sembrano mancare idee nuove e innovative in materia.

Sul tema si è interrogato anche Eurofound, la fondazione europea sulle condizione di vita e di lavoro dei cittadini del nostro continente, che solo pochi giorni fa ha pubblicato un interessante rapporto su questo tema. Il report evidenzia come, nel 2012, fossero ben 190 i milioni di persone over 50 anni nell'Ue, contro i 178 di solo cinque anni prima (2007). In questo contesto è diventato sempre più comune, quindi, per le persone lavorare pur avendo diritto e godendo di una pensione. 

Si registra così come, complessivamente a livello europeo, il tasso di occupazione tra i 65 e i 69 anni sia aumentato, in questi ultimi anni, dell'1,7%, passando dall'8,8% del 2005 al 10,5% del 2011. I dati raccolti dall'indagine indicano, inoltre, come, dal 2005, la crescita di questi tassi siano stati particolarmente significativi in Finlandia (+4,9%), Regno Unito (+4,7%), Lituania (+4,3%), Germania (+3,5%) ed Austria (+3,4%). 

Lo stesso studio Eurofound rileva anche che ben il 45% dei lavoratori over 50 preferirebbe lavorare meno ore. Si può, quindi, ritenere che facilitando il lavoro part-time queste persone professionalmente mature sarebbe in grado e disposti a continuare a lavorare più a lungo. Operare con precise scelte in questa direzione potrebbe, quindi, creare le condizioni per migliorare l'equilibrio, potremmo dire la conciliazione, tra la dimensione di vita e lavoro ma anche quelle del tempo libero e del volontariato.

Molte, forse, troppe barriere vengono, tuttavia, ancora incontrate dalle persone che cercano, e desiderano, oggi, continuare a lavorare, magari part-time, specialmente in termini di discriminazione e di stereotipi, ma anche dal punto di vista amministrativo e regolatorio.


COMMENTI
10/06/2015 - over 50 (marco falini)

Questo e' un ennesimo articolo di una certa tendenza, il mondo meraviglioso dove i vecchi che lavorano con gioia in tarda eta' sono sempre di piu' (non sara' invece che per necessita' di arrivare a fine mese sputano sangue e le ultime energie di vita?), si invecchia tranquillamente e felicemente (si, per le ststistiche istat, nel mondo reale si muore anche prima di " prima": non si capisce perche' dovremmo campare di piu': per le vessazieni al lavoro, laddove c'erano 4 persone ora ce ne sono 2 quando va bene? Per i posti letto in ospedale sempre meno e l'impossibilita' ad accedere alle medicine per mancanza di denaro? Per l'aria ed il cibo sempre piu' inquinato? E' dagli anni 70 che i redditi sono in diminuzione, non c'e' spazio per mangiare bene e curarsi. La aspettativa di vita media dalla nascita, cio' un bambino che nasce ora secondo i loro rilievi farlocchi dovrebbe campare fino a tot anni, e' una volgare truffa: perche' non si va a prendere i registri comunali dei decessi 2014 e si fa la media ? E naturalmente, non si dice, a partire dal sol 24 ore di domenica, che i contributi pagati sono netti, cioe' soldi buoni, le pensioni erogate LORDE, lo stato si ripiglia subito una bella fetta di quello che versa, e questo cambia eccome tutto il quadro e fa si' che gia' il retributivo era in UTILE, sostenibile: LADRI, fateci andare in pensioni e senza penalita', oppure RIDATECI I SOLDI CHE ABBIAMO VERSATO, come in Gran Bretagna.