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RIFORMA PENSIONI 2015 / La guida del contributivo che aiuta la flessibilità

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L’importante è avere chiaro che non si può più derogare dal meccanismo contributivo. Il sistema contributivo restituisce a ciascuno quanto ha versato. Questo deve essere un principio inderogabile. Ben vengano eventuali flessibilità in uscita, purché non si deroghi in nessun modo dal principio previdenziale-assicurativo determinato dal meccanismo contributivo. L’unico modo per introdurre la flessibilità in uscita è quindi legata proprio all’introduzione del meccanismo contributivo per tutti.

 

Alla luce delle ultime sentenze della Consulta, andare a toccare le pensioni retributive è veramente possibile?

Sì. Già è successo è nel 1992, quando il governo di Giuliano Amato eliminò l’indicizzazione delle pensioni ai salari. Questa misura permise all’Italia di risollevarsi da una congiuntura economica drammatica come quella dei primi anni ’90. L’attuale livello di drammaticità per le condizioni dell’economia italiana è lo stesso di allora. Non si tratta di punire nessuno, ma di ristabilire, pur rispettando i trattamenti minimi, una proporzionalità tra quanto è versato e quanto è percepito. Si tratta di eliminare quel 15-20% in più di pensione derivante dal retributivo, che rappresenta un vero e proprio “regalo”. Ma deve essere chiaro che tali provvedimenti debbono essere indirizzati a favore dello sviluppo e dell’occupazione giovanile.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
13/06/2015 - contributivo (marco falini)

Il sistema contributivo non restituisce affatto, a ciascuno, quanto ha versato. Perche' lo Stato italiano applica alla pensione salate tasse. Oltre 60 miliardi nel 2012. Quindi e' molto meno di quanto si e' versato. Poi l'eta' media in cui si muore non e' affatto 80 e passa anni. Andare nei comuni e prendere il registro dei decessi, poi fare la media, ecco quale sarebbe il calcolo giusto.