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RETROSCENA/ La "paura" di Cgil e Confindustria dietro il rinvio del salario minimo

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

Non c’è dubbio che, in Italia, l’autonomia della parti è stata difesa e rispettata - salvo casi eccezionali (si veda ad esempio articolo 8 manovra d’estate 2011). È anche vero che il problema dell’esigibilità dei contratti e della rappresentanza non è un problema risolto, il testo unico del gennaio 2014 è ancora inattuato. Dal governo hanno capito che le parti sul tema stanno lavorando, quindi - in materia di salario minimo - hanno optato per rinviare la questione a quando sarà affrontato il tema della rappresentanza.

La sensazione tuttavia è che sulla rappresentanza il governo sia attendista ma molto deciso: vuole garantire certezza ai contratti e, quindi, a chi investe. Diverso è il discorso sul salario minimo: se fosse la legge a stabilire le retribuzioni, molti lavoratori, ma anche molte aziende, potrebbero non trovare più conveniente aderire alle loro associazioni.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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