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Riforma pensioni 2015/ Ecco il "garbuglio" di Boeri su flessibilità e staffetta generazionale

Mentre continua il dibattito sulla riforma delle pensioni, pubblichiamo la lettera aperta di MARIO CARDARELLI a Tito Boeri, a proposito di flessibilità e staffetta generazionale

Tito Boeri (Infophoto) Tito Boeri (Infophoto)

Alla fine qualcosa il prof. Boeri l'ha detta. Si pensava che il 10 giugno fosse il D (declaration) day, ma poi si è scoperto che la proposta articolata e complessiva arriverà alla fine del mese. Tuttavia non si può non considerare che anche il 9 giugno Boeri, con il suo intervento ad ABI HR24, abbia fatto un'apertura importante verso quanto in termini di proposta di riforma è stato avanzato dalle pagine di questo giornale.

Il presidente Inps ha dichiarato, confermando implicitamente il meccanismo descritto nell’articolo apparso il 7 maggio scorso, che non ha nulla in contrario all'applicazione del meccanismo in ambito settoriale e aziendale (d'altra parte, in Abi non poteva non trovare terreno già arato in passato). Tuttavia ritiene distorsiva un'applicazione nazionale per legge. Boeri parla da professore di economia della Bocconi, citando una non proprio entusiastica posizione di altri economisti rispetto alla problematica in corso.

Ecco il centro dei fatti: la problematica! Confesso che se mi ha fatto piacere la parziale apertura e il luogo che ha scelto per farla, mi lascia colpito il modo di rendere problematico o problematicizzato il contesto e il contenuto. Perché complicazioni ulteriori quando già il tema dell'uscita anticipata flessibile dal mondo del lavoro non è una tematica semplice? Ritengo allora utile riprendere i fili che Boeri sembra avere ingarbugliato, dopo aver sbrogliato parte dei contenuti. Da qui l'esigenza di una lettera aperta.

Caro Presidente, caro Professor Boeri,

tempo fa presi l'iniziativa di scriverle sia alla Bocconi, per il tramite della sua assistente, sia presso la Voce.info, sia presso l'Inps che è stato chiamato a presiedere. Desideravo che potesse mettere ai raggi x una proposta di riforma della Legge Fornero elaborata due anni fa e grazie alle competenze dell'Inps riceverne un giudizio. Una cosa simile per i fondi esodo, precorrendo il potenziale guasto che sarebbe accaduto in futuro; usai lo strumento dell'interpello verso il Ministro Sacconi che mi fece rispondere al 50% da una delle due direzioni coinvolte, senza che l'altra potesse produrre la risposta definitiva per la parte più critica, più importante e interessante. Ma tiremm innanz!

A partire dal suo esordio ho registrato che la sua posizione apicale posta a cavallo tra l'area assistenziale e l'area previdenziale l'ha spinta a cimentarsi su un problema già noto da tempo, ma poco trattato dai molti con responsabilità specifiche sia nazionali, che territoriali, settoriali e aziendali. Lungo tempo per accedere alla pensione più rigidità anagraficamente asimmetrica del mercato del lavoro italiano più crisi economica con effetti espulsivi uguale ricerca di soluzioni di sostegno per gli over 45/55 senza lavoro. Soluzione svedese, soluzione danese, rattoppo nordico per quadro disagiato italiano: si può scegliere. 

Comunque grazie per aver alzato il riflettore su questo segmento negletto, anche se la proposta resta un rattoppo e ci vuole coraggio a svilupparne un'altra ben più organica, ben più lineare, ben più comprensiva dei periodi di lavoro e di non lavoro, di espulsione e di reintegro. Mi duole che i miei colleghi economisti non sappiano fare uno sforzo di fantasia e immaginare che ogni segmento anagrafico nel timing di ricerca o di reintegro possa trovare allocazione in un quadro di sistema lavoro come declinazione di sistema paese. Ma andiamo avanti. Più di una volta, in anticipo, mi sono permesso di attirare l'attenzione sulla necessità di non compiere percorsi sbagliati perché non accompagnati da una dovuta ampia e articolata riflessione preliminare.


COMMENTI
12/06/2015 - Flessibilità:osservazioni sulla mistificazione (Vincenzo Caputo)

1 )LA RIFORMA FORNERO E’ STATA CRIMINALE PERCHE’ HA CONSENTITO AL GOVERNO DI TRATTENERE PARTE DEI CONTRIBUTI PENSIONISTICI, VERSATI NEGLI ANNI DAI LAVORATORI, PER RIPIANARE I BUCHI NEL BILANCIO NAZIONALE PROVOCATI DALLE RUBERIE E DALL’INCAPACITA’ DEI POLITICI E DEI LORO COMPLICI. 2) LA RIFORMA PENSIONISTICA FORNERO E’ STATA POSSIBILE SOPRATTUTTO PER IL VOTO FAVOREVOLE DEL PD. RENZI PARLA DI CAMBIARLA, MA TROVERA’ UNA SCUSA PER NON FARLO. Quanto A LETTA, in data 27 luglio 2014 la nominata Fornero Elsa ha dichiarato “Devo molto a una telefonata di Enrico Letta, era il 3 maggio 2013, era un venerdì, circa le 21 e 30. Io mi ricordo i particolari. Tornava dal primo viaggio da presidente del Consiglio. Mi disse: Elsa, se siamo ancora in Europa lo dobbiamo alle tue riforme. Non mi doveva quella gentile chiamata. Mi ha aiutato”. 3) In anni recenti è stato cartolarizzato (ed infine venduto a prezzi stracciati) un ingentissimo patrimonio immobiliare degli enti pensionistici (decine di migliaia di unità abitative, e molto altro ancora) che era stato acquistato negli anni ESCLUSIVAMENTE CON I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DEI LAVORATORI DIPENDENTI e che doveva servire a titolo di investimento SOLO per garantire le loro pensioni future. E invece il ricavato di questa vendita è stato usato per sanare altre poste del bilancio pubblico 4)Tutto l’accrescimento del reddito degli ultimi dieci anni è servito soltanto a far variare in positivo la ricchezza del 10% più ricco degli italiani.