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JOBS ACT/ La "prova del nove" per la riforma Renzi-Poletti

Matteo Renzi e Giuliano Poletti (Infophoto) Matteo Renzi e Giuliano Poletti (Infophoto)

Come verranno sciolti operativamente i nodi ricordati sarà determinante per una valutazione. Le attese sono reali. Chi cercherà aiuto per ritrovare lavoro non vorrà sentirsi rispondere che dobbiamo definire le competenze dei diversi uffici, ma avere un contributo reale. La pessima esperienza di Garanzia giovani deve servire perché sia insediato un coordinamento attuativo dell'agenzia nazionale che sia valutato sulla base della efficacia dei servizi che renderà a breve ai lavoratori.

Centrale deve essere la persona coi suoi bisogni. L'obiettivo deve essere chiaro, chi ha problemi di lavoro ha diritto a essere preso in carico da chi è in grado di offrirgli un servizio di ricollocazione e tutto il resto viene dopo e potrà essere sistemato garantendo a chi già impegnato in questi servizi un passaggio ad agenzie nazionali o locali.

Senza questo impegno non potrà avere l'impatto necessario anche l'altra parte del provvedimento approvato, che riguarda una rimessa in ordine del sistema di ammortizzatori sociali. Il principio attuato è di riportare il sistema di Cig a essere finalizzato a reali processi di ristrutturazione industriale, limitarne quindi la durata ed estenderlo a tutte le imprese. Sarà indispensabile definire prima della cassa integrazione la possibilità di attuare contratti di solidarietà e non sarà possibile la Cig per imprese destinate a interrompere le attività.

Proprio quest'ultimo punto assume significato solo se il sistema di servizi al lavoro è in grado di subentrare attraverso sostegno al reddito e politiche di ricollocazione. In caso contrario il decreto assomiglierebbe alle famose grida manzoniane e non avrebbe l'efficacia richiesta.

Il decreto interviene su molti altri temi: limiti ai co.co.co. e conciliazione famiglia-lavoro. Non introduce invece il salario minimo rinviando ciò a un intervento più generale sul sistema delle garanzie sociali e auguriamoci anche in vista di una capacità delle forze sindacali di passare dalla protesta alla proposta.

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