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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ La flessibilità senza penalizzazioni (e senza oneri per lo Stato)

Una riforma delle pensioni che introduca flessibilità e staffetta generazionale è possibile. Anche diversamente dalle ipotesi circolate finora. Il punto di MARIO CARDARELLI

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Cosa c'è e cosa manca in termini d'informazione sulla posizione espressa da Tito Boeri nell'audizione presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati? Interessante domanda. Ci sono valutazioni su quanto finora proposto, ma non tutte coerenti e non su tutto. Appare ancora lontana la possibilità di affrontare la problematica della riforma della Legge Fornero in modo lineare. Questo approccio può segnalare la presenza di uno strabismo e quindi la mancata focalizzazione del punto fisso e centrale finendo per problematizzare ulteriormente la stessa problematica, come ebbi occasione di scrivere nella lettera aperta al Presidente dell'Inps.

Chiedo scusa, ma la sensazione di disagio che provo è quella che si stia creando un pot-pourri pericoloso che richiede la rifocalizzazione necessaria ottenere una soluzione accettabile e sostenibile: una soluzione che tenda il più possibile ad avvicinarsi a una condizione di equità e che non generi scompensi finanziari tali da invalidare la portata riequilibratrice della riforma in essere oggetto della revisione. 

Per tale motivo vorrei riprendere i fili del discorso avviato con la lettera in una sorta di ideale continuazione della stessa, a seguito dell'audizione e prima di conoscere la proposta complessiva.

1) Si è detto che la staffetta generazionale è distorsiva. Commento: la riforma della Fornero in termini di revisione dell'uscita anticipata grazie alla flessibilità non nasce per garantire una sostituzione giovane-anziano con risparmio del costo del lavoro (che non è un fattore a sé stante, ma contribuisce alla determinazione del livello futuro dell'assegno), bensì, come già detto, ne costituisce il presupposto e l'inserimento dei giovani è il trade off. 

Ma quale staffetta generazionale? Quella con il candidato pensionabile in part time e del giovane in inserimento? Se è a questa che fa riferimento il professor Boeri, allora non si può non condividerne il giudizio. Se invece per staffetta generazionale s'intende il primo obiettivo per procedere alla revisione della Legge Fornero, siamo fuori fuoco e mi azzardo a pensare che a parità nominalistica non è a questa che si rivolge il Ministro Poletti. Si pensi, ad esempio, al sistema bancario che viene detto in procinto di espellere 20 mila unità entro il 2020. Se ne è parlato al convegno Abi dov'era presente lo stesso Boeri. In tale contesto l'uso dei fondi esodo come strumento utilizzato finora dalle banche come facilitatore apre degli spazi, solo se se ne modifica il meccanismo. A carico del fondo non andrebbe quindi la retribuzione attualizzata della futura pensione per 24/48/60 mesi più i contributi per arrivarvi, bensì il solo versamento dei contributi che fissati per un fattore moltiplicativo siano in grado di aumentare il montante. In questo modo si potrebbe raggiungere la soglia base integrata con l'età e permettere al lavoratore di andare in pensione in non più di 60 giorni. Poi il giovane entra se c'è spazio. 


COMMENTI
13/06/2015 - aspettativa di vita e tasse sulle pensioni (marco falini)

Buongiorno, sono a ripetere concetti gia' espressi in commenti ad altri post, in quanto non trovo nel suo articolo riferimenti a quanto da me denunciato: 1. L'allungamento della vita nei termini cui si vuole far credere, ed addirittura determinato in anticipo, e' una clamorosa, evidente balla. Bisognerebbe andare nei registri comunali, vedere i decessi del 2014 e fare la media dell'eta' dei deceduti. NON SI FA, ma si applica l'aspettativa di vita media dalla nascita di un bambino di ora che se sopravvive al primo anno, potrebbe campare forse, chissa' sperabilmente..tot anni...(?). Qusta e' gia' una truffa clamorosa, l'eta' media dei decessi ritengo sia molto piu' bassa. 2. Se consideriamo Stato e Inps un tutt'uno, osserviamo che i contributi pagati da chi lavora e che entrano annualmente all'inps sono NETTI, invece le pensioni erogate ai fortunati in pensione sono LORDE, cioe' ci pagano le tasse sopra. Nel 2012 i pensionati hanno pagato oltre 60 miliardi di tasse sulle loro pensioni. Cio' ed anche altro, ha fatto si che per es. nel 2012 il saldo attivo tra versamenti contributi ricevuti dallo Stato e pensioni NETTE erogate dall'Inps, e' stato positivo per lo Stato di 25 miliardi. Quindi il sistema era perfettamente sostenibile gia' con il retributivo, anche se dentro c'erano le baby pensioni, di anzianita', quelle rivalutate per l'innalzamento dello stipendio all'ultimo ecc.ecc.