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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Flessibilità, la “spinta” delle imprese (a spese degli italiani)

Operai al lavoroOperai al lavoro

Sono d’accordo con Boeri, è comunque meglio ricondurre la staffetta a un ambito aziendale. È folle pensare di poter imporre a un’impresa di assumere un giovane per ogni anziano che sta uscendo. Se c’è un accordo tra azienda e sindacati, per cui è possibile sostituire un determinato numero di persone da pensionare con altrettanti giovani che entrano, lo si può fare. Ciò fa già parte degli accordi sui contratti integrativi e anche sui contratti nazionali di settore.

 

Posto che come diceva prima la flessibilità è un’arma a doppio taglio, lei quale preferisce tra le varie proposte sul tavolo?

La soluzione migliore, nonché quella meno onerosa per le casse pubbliche, è estendere l’Opzione Donna a tutti. Ciò determina un minore esborso per le casse dello Stato. Ci sarebbero dei sacrifici sull’assegno in uscita, ma d’altra parte la situazione è quella che è e non si può continuare a pensare che si possano agevolare uscite pensionistiche per risolvere i problemi del mondo del lavoro. Anche perché in questo modo li si aggravano.

 

Quali sono i nodi da sciogliere per estendere Opzione Donna a tutti?

Il nodo principale è quello della contabilizzazione della spesa pensionistica da parte della Ue. Bruxelles non considera infatti il valore attuale della spesa pensionistica, bensì gli esborsi per cassa. Qualunque tipo di aumento degli esborsi per cassa, anche quelli realizzati con il contributivo puro come Opzione Donna estesa a tutti, determina uno scostamento rispetto agli obiettivi. Sarebbe dunque utile che il governo italiano andasse a rinegoziare in sede Ue questo criterio di calcolo della spesa pensionistica, passando dal valore corrente a quello attuale.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
14/06/2015 - pensioni (marco falini)

Vabbe', notoriamente Seminerio,pur molto preparato, e' pero' tutto casa chiesa ed euro....Seminerio, ritocchi il suo concetto: il contributivo non restituisce quanto si e' versato ma molto meno, perche' lo Stato incassa dalle pensioni 66 miliardi tasse, cioe', circa il 25% di quanto eroga. Quindi lo Stato che gia' fa cassa (saldo positivo di 25 miliardi nel 2012) tra contributi versati e pensioni nette erogate GIA' CON L'ATTUALE RETRIBUTIVO, vuole aumentare il saldo, negativo per i lavoratori. Causa presenza dell'euro-area non a.v.o., al solito gli utilizzatori finali dei soldi dei lavoratori italiani saranno gli industriali e le banche tedesche.