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RIFORMA PENSIONI 2015 / Inps rischia un buco da 56 miliardi nel 2023

Riforma pensioni, la proposta di un ricalcolo con il contributivo pieno torna a galla rispetto alla flessibilità. Basta guardare ai dati sulle pensioni erogate

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Mentre Tito Boeri si pronuncia sulle ipotesi di riforma delle pensioni, i conti dell’Inps tornano al centro dell’attenzione. Il Corriere della Sera di oggi riporta infatti i dati esposti dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, evidenziando che se la ripresa stenterà, il bilancio dell’Inps nel 2023 potrebbe avere un passivo di 56 miliardi, rispetto all’attuale attivo di 18,5. Ci sono infatti diverse gestioni che sono in rosso, come quelle dei dipendenti pubblici, dei dirigenti d’azienda o dei fondi speciali.

Domani in Parlamento si torna a parlare della sentenza della Corte Costituzionale sul blocco delle indicizzazioni delle pensioni varato dal Governo Monti. Alle 14:00 è previsto l’esame della relazione del Governo sugli effetti di tale sentenza, mentre al mattino Giuseppe Pisauro, Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, parlerà davanti alle commissioni  di Camera e Senato sempre in merito agli effetti della sentenza della Consulta sulle pensioni.

Cesare Damiano difende la sua proposta di riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità già a 62 anni. Per il Presidente della commissione Lavoro della Camera, non si tratta di una proposta “ritagliata esclusivamente sugli attuali over 60, ma di un modello che guarda al futuro”. Per l’ex ministro, infatti, si favorisce l’ingresso dei giovani nel lavoro, attraverso lo sblocco del turnover.

Se ancora qualcuno non lo sapesse, il pensionato che guadagna di più in Italia è Mauro Sentinelli, ex direttore generale di Tim. Gian Antonio Stella oggi gli dedica un articolo su Il Corriere della Sera, evidenziando che dei suoi oltre 91.000 euro lordi mensili, circa 54.000 li riceve in più rispetto ai contributi versati. In buona sostanza, il ricalcolo con il contributivo pieno gli permetterebbe di incassare 37.000 euro mensili. Stella ricorda anche che Sentinelli paga circa 14.500 euro di contributo di solidarietà, ma il suo caso gli serve per riportare a galla il tema tanto dibattuto negli ultimi mesi: è giusto o meno intervenire sulle pensioni che hanno importo molto più elevato rispetto ai contributi versati?

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COMMENTI
15/06/2015 - PENSIONI - VITALIZI - VERSAMENTI (Lucia Quattri)

é giusto rivedere le pensioni di chi ha versato solo -5-10-15 anni. Se una persona ha versato per 40 anni i contributi ha diritto ad avere la sua pensione perchè avrà versato i contributi molto alti proporzionati alla pensione che percepisce. NON E' giusto continuare a pagare pensioni a chi ha versato meno contributi, Per percepire la pensione una persona deve aver contribuito 40 ANNI. Il sistema Contributivo è un furto,nESSUNA NAZIONE EUROPEA CALCOLA LE PENSIONI CON SISTEMA CONTRIBUTIVO, anche la corte Inglese ha considerato una proposta del genere una razzia. PENSIONE PER TUTTI CONTRIBUTIVA 40 ANNI DI LAVORO E 60 ANNI DI ETA' - TIFO PER LA QUOTA 100 CHE COSTA DI PIU' D'ACCORDO,.................MA TOGLIETEVI I VITALIZI CHE CE NE SARANNO PER TUTTI