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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2105 / Il decreto sui rimborsi va il 24 giugno in aula alla Camera

Riforma pensioni 2015, l'Upb ha fornito ulteriori dettagli sul rimborso di agosto ai pensionati che finirà, al 67%, nelle tasche dei contribuenti appartententi alle fasce più basse. 

Inps (Infophoto)Inps (Infophoto)

Domani la commissione Lavoro della Camera concluderà l’esame degli emendamenti al decreto pensioni, con cui il Governo ha deciso di procedere a un rimborso per la mancata indicizzazione delle pensioni di tantissimi italiani. Oggi sono state approvate alcune modifiche richieste dal Pd e si prevede che il provvedimenti giunga in aula il 24 giugno. Vedremo quale sarà l’atteggiamento delle opposizioni, che hanno criticato in diverse occasioni il decreto.

In attesa di capire come sarà la riforma delle pensioni, l’esame del decreto sui rimborsi procede il suo iter parlamentare. In commissione Lavoro della Camera è stato approvato un emendamento del Pd, a firma di Maria Luisa Gnecchi, in cui si specifica che da oggi si terrà sempre conto dei vitalizi per il calcolo degli assegni pensionistici complessivi a cui applicare la rivalutazione. L’intento è far sì che i vitalizi vengano cumulati ai trattamenti previdenziali come principio generale e non soltanto per il decreto in discussione.

Alla Cisl non basta che si sia aperto un tavolo di confronto tra Governo e sindacati sulla rivalutazione delle pensioni. Annamaria Furlan ha infatti chiesto un incontro con Poletti e Renzi sulla riforma della legge Fornero. Al centro delle richieste del sindacato di via Po c’è la flessibilità, in modo da consentire agli italiani di andare in pensione prima dei 67 anni.

Tito Boeri risponde a Carla Cantone, che lo avevo accusato di provocare preoccupazione nei pensionati con le sue dichiarazioni. Il Presidente dell’Inps difende il “ruolo propositivo” del suo istituto e della sua funzione, spiegando di aver solo presentato delle proposte di modifica nei disegni di legge su reddito minimo e introduzione della flessibilità nel sistema pensionistico su cui però l’ultima parola spetta a Governo e Parlamento. Al Segretario generale di Spi-Cgil, Boeri rimprovera anche di non aver commentato operazioni come il pagamento delle pensioni al primo del mese o l’annullamento del montate contributivo negativo proposte proprio dall’Inps.

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, Cesare Damiano, ha rilanciato la sua proposta di introdurre la pensione anticipata spiegando che tale misura rappresenterebbe una scelta lungimirante che favorirebbe l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e diminuirebbe la povertà potenziale (il riferimento è soprattutto agli over 60 che difficilmente riescono a rientrare nel mondo del lavoro). Il parlamentare Pd ha rilanciato la sua proposta, presentata assieme a Baretta, che consentirebbe ai contribuenti di età non inferiore ai 62 anni, con alle spalle almeno 35 anni di anzianità contributiva, di accedere anticipatamente alla pensione con una penalizzazione non superiore all'8%, rispondendo alle stime effettuate dall'Inps e presentate dal presidente dell'ente Tito Boeri, che ha messo in evidenza l'eccessiva onerosità del provvedimento. 

Continua a far discutere la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco delle indicizzazioni introdotto dal governo Monti nel 2011, dichiarandolo incostituzionale. La decisione ha spaccato in due l'opinione pubblica e gli schieramenti politici tra chi ha criticato la decisione, che indubbiamente ha sottratto risorse importanti appostate per altri fini, tra cui la possibile riforma delle pensioni, e chi ha chiesto al Governo di attenersi alla sentenza, chiedendo un rimborso totale ai pensionati colpiti dal blocco delle perequazioni. Il Governo ha scelto la via intermedia, prevedendo un rimborso solo parziale ad agosto, più consistente per le fascie meno elevate. L'Ufficio parlamentare di bilancio ha fornito maggiori dettagli sui rimborsi di agosto, spiegando che il 67% delle risorse messe a disposizione dal Governo (2,2 miliardi, complessivamente, derivanti soprattutto dal tesoretto DEF) finirà alle fasce meno elevate, quelle con assegno compreso tra i 1.500 e i 2.000 euro (la fascia più bassa tra quelle escluse dalla perequazione). L'Upb ha evidenziato come in caso di rimborso parziale l'esborso sarebbe stato pari a 17,6 miliardi di euro e in questo caso la fascia meno elevata avrebbe ottenuto solo il 34% delle risorse stanziate. 

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