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Riforma pensioni 2015 / Dalla Bce un freno per la flessibilità

Riforma pensioni 2015, si torna a parlare della sentenza della Consulta e del conseguente decreto del governo che ha previsto un rimborso parziale a favore dei pensionati, ad agosto. 

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La flessibilità promessa come riforma delle pensioni dal Governo Renzi potrebbe incontrare un ostacolo imprevisto: quello della Banca centrale europea. Il bollettino economico dell’Eurotower richiama infatti l’attenzione sulle proiezioni relative ai costi dell’invecchiamento di diversi paesi dell’Eurozona, tra cui Italia, Spagna e Belgio. Esse sarebbero infatti soggette “a rischi negativi perché dipendono da ipotesi molto ottimistiche sugli andamenti della produttività e del mercato del lavoro”. Ciò vuol dire che i costi del sistema pensionistico potrebbero essere superiori rispetto a quelli preventivati: un “richiamo” a cui il Governo non può restare troppo indifferente.

All’interno della maggioranza si alza la voce di Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato ed esponente di punta di Ncd, contro un ricalcolo delle pensioni erogate, o da erogare, con il sistema contributivo. L’ex ministro ritiene infatti che la Corte Costituzionale non accetterebbe mai una misura del genere, che invece sembra essere la “bandiera” di Tito Boeri, Presidente dell’Inps.

Nella prossima Legge di stabilità dovrebbe arrivare una riforma delle pensioni con l’introduzione di un principio di flessibilità. Ma non è detto. Infatti il rimborso delle pensioni, nonché la bocciatura della reverse charge e il pronunciamento della Consulta sul blocco dei contratti degli statali potrebbero avere un effetto importante sui conti pubblici, che devono fare anche i conti con il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di stato. Il Governo, ricorda Repubblica, verso fine mese avrà le idee più chiare sull’andamento dei conti pubblici e quindi, aggiungiamo noi, potrebbe vedersi costretto a fare totalmente marcia indietro sul tema della flessibilità, o ad approvare misure il più possibile parsimoniose, e magari non così allettanti e convenienti per gli italiani vicini all’età pensionabile. Per esempio, un problema di conti pubblici potrebbe anche portare alla scelta di dar la possibilità di una pensione anticipata, ma con il ricalcolo contributivo pieno.

Esprime soddisfazione Cesare Damiano per la votazione in commissione Lavoro della Camera del decreto pensioni. L’ex ministro spiega di apprezzare in particolare i 220 milioni aggiuntivi stanziati per i contratti di solidarietà e il miglioramento della base di calcolo delle rivalutazioni delle pensioni. La prossima settimana il testo dovrebbe passare al voto dell’aula.

Nuove critiche del MoVimento 5 Stelle alla decisione del governo Renzi di rimborsare solo parzialmente i pensionati penalizzati dal blocco delle indicizzazioni, recentemente bocciato dalla Consulta. Per ragioni di bilancio, il Governo ha deciso di rimborsare solo parzialmente (restituendo il 12% del dovuto, in base alle stime dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio) i pensionati, utilizzando principalmente il tesoretto Def, e per restare sotto i livelli di guardia nel rapporto deficit-Pil. Il deputato pentastellato Cariello ha criticato la politica economica del Governo, che ha perso "una buona occasione per iniettare liquidità nell'economia reale, rinunciando alla sovranità in nome della moneta unica, un progetto sbagliato", come ammesso da economisti del calibro di Paul Krugman. Secondo le stime dell'Upb il rimborso integrale avrebbe portato il rapporto deficit-Pil al 3,6%, un dato in ogni caso inferiore a quello della Francia, ha concluso Cariello (il rapporto deficit-Pil francese è attualmente al 4%).

La sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionali le norme del decreto Salva Italia (varato dal Governo Monti nel 2011) che bloccavano la rivalutazione delle pensioni superiori a 3 volte il minimo e il conseguente decreto del Governo Renzi, che ha stabilito un rimborso parziale per il mese di agosto, continuano ad animare il dibattito politico. Il segretario generale della Uil pensionati Renato Bellissima ha criticato il cosiddetto bonus Poletti, definendolo "inadeguato e insufficiente". Bellissima ha auspicato un intervento correttivo in Parlamento, evidenziando come il decreto, nella sua attuale formulazione "garantisca ai pensionati il rimborso di una piccola parte di quanto dovuto". Bellissima ha citato i dati provenienti dall'Ufficio parlamentare di bilancio, secondo cui il Governo si è impegnato a rimborsare solo il 12% di quanto trattenuto ai pensionati in questi anni. Il presidente dell'Upb Pisauro ha confermato che i soldi stanziati per i rimborsi hanno prosciugato il tesoretto del Def, confermando indirettamente che non sarà semplice per il governo Renzi trovare i fondi necessari per attuare l'auspicata riforma delle pensioni. 

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