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Lavoro

JOBS ACT/ I controlli a distanza che mettono "fuorigioco" i sindacati

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Non appare condivisibile l’aspra critica dei sindacati in merito alla revisione dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, in cui si lamenta in particolare, ma senza alcuna valida argomentazione, una deregolamentazione in favore dell’impresa che non tiene conto delle esigenze del lavoratore. La revisione della normativa sui controlli a distanza rappresentata un primo passo per il superamento di una norma risalente a 45 anni fa e ormai desueta, che non tiene conto dell’evoluzione tecnologica e delle esigenze organizzative e produttive dell’impresa.

La possibilità di controllare gli strumenti utilizzati dai lavoratori per rendere la prestazione lavorativa e quelli di registrazione degli accessi e delle presenze non può certamente essere considerata un’indebita ingerenza nella riservatezza del lavoratore. Infatti, non si deve dimenticare che nel nostro ordinamento i diritti del lavoratore sono ampiamente tutelati sotto il profilo della garanzia della propria riservatezza anche considerando l’atteggiamento di protezione per i lavoratori da sempre assunto dal Garante della protezione dei dati personali.

Si auspica che il Governo intervenga in modo sempre più significativo al fine di consentire alle aziende l’adozione di nuovi strumenti tecnologici, ormai necessari per l’ottimizzazione e l’informatizzazione dei cicli di lavoro, per gestire al meglio le opportunità concesse dalla tecnologia per il miglioramento dell’organizzazione e delle performance aziendali.

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