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Lavoro

Riforma Pensioni 2015/ I numeri che aiutano a non "sprecare" la flessibilità

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No. La flessibilità è un indirizzo obbligato, come documentano gli esempi di Francia e Germania. In Francia, per esempio, normalmente si va in pensione a 67 anni. Si può anche andare in pensione dai 62 anni in su, con un taglio dell’assegno che va dal 2% al 5%. Ora anche in Italia stiamo andando verso la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Personalmente ho presentato anche una proposta di legge sulla flessibilità in entrata.

 

Di che cosa si tratta?

Della cosiddetta staffetta generazionale, in quanto quando a una persona anziana rimangono tre-cinque anni di lavoro, bisognerebbe affiancarle una persona più giovane. È un tema di cui si parla poco, nonostante il fatto che nella legge delega al Jobs Act vi sia qualcosa in questo senso.

 

Per Boeri è giusto parlare di staffetta generazionale, ma non va introdotta per legge bensì con degli accordi aziendali. Lei che cosa ne pensa?

In un Paese come l’Italia, se la staffetta generazionale non è imposta dallo Stato centrale è qualcosa che non si farà mai. Serve pensare a una fase sperimentale, nel corso della quale lo Stato va a controllare quanto fanno le aziende. Lo ritengo un fatto naturale, dal momento che il governo controlla l’effettiva attuazione del pacchetto previsto con il Jobs Act con monitoraggi da parte di Inps e Istat. Anche la staffetta generazionale, considerato che probabilmente ci potrebbero essere delle storture o dei casi che non seguirebbero le direttive, almeno in una fase iniziale va verificata a fondo.

 

(Pietro Vernizzi)

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