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RIFORMA PENSIONI 2015/ Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil domani in piazza contro il decreto pensioni

Riforma pensioni 2015, i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil confermano l'incontro con Tito Boeri in cui si discuterà, con ogni probabilità, della proposta presentata dall'Inps. 

Tito Boeri (Infophoto2) Tito Boeri (Infophoto2)

Nel giorno in cui alla Camera approda il decreto pensioni, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil terranno una manifestazione. Domani, in piazza del Pantheon a Roma, chiederanno di modificare il testo del provvedimento per renderlo più equo e rispondente alla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco delle indicizzazioni varato dal Governo Monti. I sindacati saranno in piazza anche a luglio, quando il decreto sarà all’esame del Senato.

Il Presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, ricorda ai giovani che devono essere consapevoli che dovranno risparmiare di più per il futuro rispetto ai loro genitori, anche in un’ottica previdenziale. Nel corso della relazione annuale dell’Istituto di vigilanza delle assicurazioni, Rossi ha ricordato che bisognerà sorvegliare i soggetti operanti sul mercato, in modo che offrano prodotti finanziari utili ai fini previdenziali stabili, efficienti, trasparenti e corretti.

Il Partito Democratico ha una nuova corrente: “La sinistra è cambiamento”. Ne fa parte anche Cesare Damiano, Presidente della commissione Lavoro della Camera, che ha pubblicato sul suo sito le 5 proposte per cominciare a dare una spinta propulsiva al Paese. Tra queste ce n’è una anche sul tema delle pensioni, con l’introduzione della flessibilità: occorre aver maturato 35 anni di contributi e avere almeno 62 anni di età. “In questo caso si applica una penalizzazione massima dell’8%”, si legge nel documento. “Diversamente, l’uscita verso la pensione può avvenire con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età e senza penalizzazioni”, è scritto ancora nel documento. 

Il deputato del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio, dal suo profilo ufficiale Facebook, ha annunciato un intervento del gruppo parlamentare sul tema della riforma delle pensioni, con la proposta di abolire la cosiddetta Riforma Fornero. Il deputato pentastellato ha annunciato che il M5S approfitterà della discussione sul Decreto pensioni alla Camera per proporre l'abolizione della riforma e ha ammonito gli altri partiti politici sottolineando che "chi non voterà la nostra proposta commetterà un crimine". Il MoVimento 5 Stelle non è l'unico partito ad avversare la riforma varata dall'ex ministro del Lavoro nel Governo Monti, che è stata più volte attaccata duramente anche dal leader della Lega Nord Matteo Salvini, ma è praticamente impossibile che la proposta di abolire la Riforma (soluzione avversata, indirettamente, anche dalla BCE, che ha messo in guardia il nostro paese da eventuali passi indietro) riesca a spuntarla in Parlamento e quindi la proposta lanciata da Di Maio assumerà esclusivamente un valore simbolico. 

I sindacati dei pensionati hanno confermato l'incontro con il presidente dell'Inps Tito Boeri, che si terrà giovedì 9 luglio, a partire dalle 17:30. Di cosa si parlerà nell'incontro tra Boeri e i rappresentanti dei sindacati? Il tema principale potrebbe essere la proposta per attuare la riforma delle pensioni presentata dallo stesso presidente dell'Inps, che dovrebbe arrivare entro fine giugno. Boeri ha accettato di incontrare i rappresentanti dei tre principali sindacati dei pensionati (Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil) mostrando volontà di dialogare, nonostante le divergenze dei giorni scorsi. Boeri, in particolare, ha valutato negativamente le proposte presentate da parlamentari Pd per l'aumento della flessibilità nell'età pensionabile (tema caro ai sindacati), mettendo in evidenza l'eccessiva onerosità della proposta Damiano-Baretta (che prevede una penalizzazione sull'assegno, non superiore all'8%) e della cosiddetta quota 100, da intendere come somma tra anzianità contributiva e anagrafica. Boeri potrebbe includere, nella sua proposta di riforma delle pensioni, il cosiddetto reddito minimo a favore degli over 55 esclusi dal mercato del lavoro e lontani dalla pensione. 

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