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Lavoro

JOBS ACT/ Ichino: i passi in avanti (e quelli mancanti) del lavoro in Italia

Pietro Ichino (Infophoto)Pietro Ichino (Infophoto)

I due capitoli sui quali occorre ancora lavorare molto sono, innanzitutto, quello dei servizi per l'impiego, dove il problema non è tanto di nuove norme quanto di implementazione, di acquisizione del necessario know-howoperativo; e qui siamo davvero ancora molto molto indietro, anche se la legge-delega compie su questo terreno due scelte di grande importanza: la cooperazione tra servizio pubblico e imprese specializzate in questi servizi, e il contratto di ricollocazione. Inoltre il Codice semplificato del lavoro: il decreto sul cosiddetto "riordino contrattuale" costituisce un primo passo utile nella direzione indicata dalla legge-delega, ma non certo una attuazione compiuta della delega stessa, per questo aspetto. Ci sono ancora molte resistenze, e molto forti, contro la prospettiva delCodice semplificato. Ma ci arriveremo, perché è uno strumento importantissimo per il rilancio dell'economia del Paese e per una sua maggiore attrattività nei confronti degli operatori stranieri.

 

Cos'altro realisticamente può essere fatto per incentivare la crescita?

Dicevamo ora della necessità di una maggiore attrattività del Paese per gli investitori esteri: questa è la leva più importante sulla quale oggi possiamo agire per aumentare la domanda di lavoro e rafforzare la crescita. Se solo riuscissimo ad allinearci alla media dei Paesi Ue, per questo aspetto, cioè ad avere un flusso in entrata pari al 4,5% del Pil, ciò porterebbe un maggior flusso di investimenti in entrata pari a più di 50 miliardi ogni anno. Per questo occorre, certo, ridurre la pressione fiscale sulle imprese, migliorare l'efficienza delle amministrazioni incominciando da quella della Giustizia, ridurre la differenza di prezzo dell'energia rispetto a quello che si paga a nord delle Alpi; stiamo operando in ciascuna di queste direzioni. Ma occorre anche allineare il nostro ordinamento del lavoro ai migliori standard internazionali; e anche questo è uno degli obiettivi prioritari della riforma che sta muovendo i primi passi.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
26/06/2015 - Strani concetti di universo (Gabriel Pinto)

Ichino sembra rimasto agli annunci precedenti al jobs act, nonostante l'abbia scritta lui quella legge. In Italia chi non ha mai avuto un lavoro, chi è un lavoratore autonomo, chi non ha mai avuto nessuno stralcio di contratto, nonostante abbia lavorato, continua a non poter percepire NEANCHE UN EURO di sussidio e l'"allineameanto", dove c'e stato (mini aspi) è stato al ribasso. Eppure il delirante Ichino ha il coraggio di affermare che la porcata del jobs act ha portato ad un ""trattamento di disoccupazione veramente universale (...) di livello europeo".

 
26/06/2015 - Precari e senza diritti a tempo indeterminato (Gabriel Pinto)

Li continua a chiamare contratti a tempo indeterminato, facendo finta si tratti sempre della stessa cosa, quando a causa di questi stravolgimenti, ironia della sorte oggi si hanno più garanzie e diritti con un contratto a tempo determinato, andrà a finire che quando se ne accorgeranno pure le aziende, cancelleranno anche questo, cosicchè saremo finalmente tutti precari,senza diritti, e a tempo indeterminato.

 
26/06/2015 - Nuovi posti di lavoro (Gabriel Pinto)

Il jobs act sta riducendo la disoccupazione ? Con gli incentivi hanno DIMEZZATO il costo del lavoro per le imprese, permettendogli di assumere (o magari semplicemente regolarizzare) ed avere oltre gli sgravi sul cuneo fiscale, ulteriori bonus se assumono giovani (garanzia giovani), avendo anche il diritto di poter licenziare ingiustamente questi, ad un prezzo che dopo pochi hanni, è addirittura inferiore ai bonus ricevuti. ma de che stamo a parlà ? sono questi gli standard europei ? un bambino di 5 anni fà BOLLE di sapone migliori delle vostre.

 
26/06/2015 - LIEability (Gabriel Pinto)

La storiella del passaggio da un sistema di job property ad un liability rule...qui il delirio è ancora più grande, come se l'unica funzione della reintegra era quella del mantenimento "fisico" del posto. Piuttosto il grande risultato per le aziende è stato quello del crollo del prezzo da pagare per licenziare senza giustificato motivo, con certezza delle conseguenze, dimezzando la "liability" del datore di lavoro. Che tradotto in italiano si dice "picconamento" della forza dei lavoratori con licenziamenti a buon mercato, altro che cambio di regime.