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Lavoro

Riforma pensioni 2015, Treu: sì alla flessibilità con Opzione donna, prestito pensionistico e staffetta generazionale

Per TIZIANO TREU, prestito pensionistico, Opzione Donna estesa agli uomini e staffetta generazionale sono le soluzioni migliori per una riforma delle pensioni sostenibile

Tiziano TreuTiziano Treu

«Prestito pensionistico, Opzione Donna estesa agli uomini e staffetta generazionale sono le soluzioni migliori per garantire un equilibrio tra flessibilità e rispetto dei conti. A differenza della riforma proposta da Cesare Damiano che invece sarebbe eccessivamente costosa». Lo evidenzia Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro ed ex commissario straordinario dell’Inps, e attualmente componente del Cnel. Il tema della flessibilità pensionistica è in discussione da diverso tempo, anche se finora le stesse aperture del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, non si sono ancora concretizzate.

Partiamo dalla proposta Damiano. Perché ritiene che non funzioni?

La proposta dell’onorevole Cesare Damiano verrebbe a costare molto in termini di gettito, in quanto si perderebbero 8-9 miliardi. Ritengo che la flessibilità vada contemperata con un taglio dell’assegno. Uno si ritira prima dal lavoro, prende la pensione per più tempo, e quindi è giusto che riceva meno.

Ma in questo modo non c’è il rischio di disincentivare troppo la flessibilità?

I vari Paesi che hanno introdotto la flessibilità hanno previsto una penale per ogni anno di anticipo, non del 2% come dice Damiano, ma del 5-6%. Una persona smette prima di lavorare, ha avuto un minor cumulo di contributi e sarà per più anni a carico della previdenza.

Il sistema contributivo non consente margini più discrezionali?

Il calcolo del contributivo è inesorabile, altrimenti si finirebbe per regalare qualcosa a qualcuno. Se uno vuole andare via prima dal lavoro è giusto permetterglielo a seconda delle sue scelte di vita, ma riceverà un assegno proporzionale ai contributi versati.

Con una penalità del 5% l’anno, una persona che va in pensione a 62 anni avrà il 25% in meno…

Certo, vorrà dire che farà i suoi conti. Può scegliere che gli conviene ritirarsi prima e ricevere meno soldi, magari facendo un secondo lavoro, oppure continuare a lavorare fino a 67 anni.

Con queste penalizzazioni alla fine nessuno opterà per la flessibilità?

In Francia la flessibilità impostata in questo modo ha funzionato. Ma è soltanto una delle ipotesi, tra le altre c’è anche il prestito pensionistico sul quale lo stesso ministero dell’Economia ha fatto dei calcoli per valutarne l’applicabilità. Tra l’altro è una soluzione che costerebbe meno.

Come funzionerebbe?