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RIFORMA PENSIONI 2015/ Allarme dell’Ocse: i tassi di interesse bassi mettono a rischi i fondi pensione

Riforma pensioni 2015, Francesco Boccia ha annunciato il monitoraggio degli oneri del dl pensioni, annunciando rideterminazione degli obiettivi di risparmio nel caso di sforamento. 

Francesco Boccia (Infophoto2) Francesco Boccia (Infophoto2)

C’è un pericolo in più per i futuri pensionati: lo evidenzia l’Ocse nel suo Business and Financial Outlook, in cui spiega che i bassi tassi di interesse mettono a rischio la solvibilità dei fondi pensione. In particolare, il rischio riguarderà maggiormente che investono in titolo a reddito fisso, compresi i titoli di stato, i cui rendimenti sono in effetti negli ultimi tempi, specie in Europa, scesi di molto.

La pensione di anzianità rischia di non esserci più per i giornalisti italiani. Franco Abruzzo, Presidente Unpit (Unione nazionale pensionati per l’Italia), segnala infatti nella sua newsletter che la riforma proposta dal Presidente dell’Inpgi Camporese non dice se potrà ancora andare in pensione chi ha versato 40 anni di contributi a prescindere dall’età. Non è chiaro se tale “dimenticanza” corrisponda o meno a un’implicita abolizione di questa opzione, che spiega ancora Abruzzo, porterebbe anche all’abolizione della libertà di cumulo per chi ha 40 anni di contributi è un’età inferiore ai 66 anni.

Prosegue il dibattito politico sulla possibile riforma delle pensioni, auspicata da più parti, con proposte radicalmente diverse. Negli ultimi giorni, in particolare, sta montando la protesta tra i rappresentanti sindacali dei pensionati, che hanno annunciato manifestazioni in tutta Italia per protestare contro il dl pensioni, che garantirà solo un rimborso parziale ai pensionati, colpiti dal blocco delle indicizzazioni. I principali sindacati chiedono anche un aumento delle pensioni, mettendo in evidenza come molti anziani vivano al di sotto della soglia di povertà: è il caso di Palermo, ad esempio, dove 65mila pensionati percepiscono un assegno di circa 500 euro, come sottolineato dal segretario provinciale della Fnp Cisl Mimmo Di Matteo, che ha denunciato l'emergenza sociale in atto e la concomitante indifferenza delle istituzioni.  

In attesa di conoscere le decisione del governo, che potrebbe attuare la riforma delle pensioni, sin dalla prossima Legge di Stabilità, sta per iniziare l'esame alle Camere del cosiddetto dl pensioni, con cui il governo provvederà a rimborsare, nel mese di agosto, i pensionati colpiti dal blocco delle indicizzazioni introdotto dal decreto Salva Italia del Governo Monti e recentemente bocciato da una sentenza della Consulta. Il provvedimento del Governo, teso a minimizzare l'impatto sui conti pubblici, ha suscitato proteste da più parti e l'iter si preannuncia, per questo motivo, abbastanza travagliato (esponenti della minoranza hanno annunciato dura battaglia in Parlamento). Il presidente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione alla Camera dei Deputati, Francesco Boccia, ha spiegato che il ministro del Lavoro "provvederà al monitoraggio degli oneri del provvedimento", procedendo con la rideterminazione degli obiettivi di risparmio, nel caso in cui gli oneri risultassero superiori rispetto a quelli preventivati.

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