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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Gnecchi (Pd): flessibilità e "bonus" per le donne, siamo pronti al testo unico

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È una cosa che andrà valutata, ma lo stesso premier Renzi continua a dire che bisognerà fare qualcosa per le pensioni. Come si sono trovati i 2,2 miliardi di euro per la perequazione dopo la sentenza della Corte costituzionale, così si troveranno anche dei soldi per la flessibilità.

 

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche Opzione Donna estesa agli uomini. Lei come la valuta?

L’ammontare dell’estensione di Opzione Donna è pari a 15 miliardi di euro. È dunque più costosa della proposta Damiano (costo stimato in 8,5 miliardi, Ndr).

 

Dal momento che è basata sul contributivo, non dovrebbe essere a costo zero?

Sì, ma consentirebbe di andare in pensione a partire dai 57 anni. Sarebbe a costo zero solo per chi si ritirasse dal lavoro a 66 o 67 anni, e quindi nella realtà non ci sarebbe nessun vantaggio.

 

Ma il contributivo non si basa sull’idea che uno riceva un assegno proporzionale ai contributi versati?

Sì, ma a essere determinante da questo punto di vista è l’aspettativa di vita. Se uno inizia a prendere la pensione a 57 anni, riceverà l’assegno per dieci anni in più rispetto a chi si ritira dal lavoro a 67. Già nel corso della scorsa legislatura, il 29 giugno 2012 il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, era intervenuta in aula alla Camera proprio sulla questione dell’estensione di Opzione Donna. Giuliano Cazzola, all’epoca vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera, aveva presentato un emendamento alla proposta 224 sulle pensioni, e la Ragioneria aveva quantificato i costi in 15 miliardi.

 

(Pietro Vernizzi)

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