BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ La "fregatura" del Governo per chi va in pensione l'anno prossimo

InfophotoInfophoto

Siamo giunti ai giorni nostri. Quel chiarimento definitivo è ora arrivato con l'art. 5 del decreto legge n. 65/2015 che inserisce un "periodo" alla norma della legge n. 335/1995 che disciplina la rivalutazione dei montanti: «in ogni caso il coefficiente di rivalutazione (…) non può essere inferiore a 1, salvo recupero da effettuare sulle rivalutazioni successive». Eccola qua la brutta sorpresa: quel periodo aggiunto alla legge n. 335/1995 stabilisce due cose:

1) che se in uno o più anni il tasso scende sotto l'1, la rivalutazione (che sarebbe negativa) non viene fatta per quegli anni; 

2) che l'effetto "negativo" non è depennato, ma da recuperare sulle successive rivalutazioni, quando cioè il tasso risale sopra l'1. 

La Relazione al decreto legge, depositata in Senato con il provvedimento per la conversione in legge, precisa che, per effetto della nuova norma:

1) è confermato per l'anno 2015 che il tasso di rivalutazione è pari a 1 invece del suo effettivo valore inferiore (cioè 0,998073); 

2) e che nell'anno 2016 il coefficiente sarebbe pari a 1,005331, ma è rideterminato in misura di 1,003394 per recuperare il tasso in negativo dell'anno precedente. 

Agli effetti pratici succede allora che, a chi si metterà in pensione a partire dal 1° gennaio del 2016, il montante contributivo anziché rivalutarsi di mezzo punto (0,5331%) salirà soltanto di uno 0,3394%: la differenza in meno, pari a 0,1927%, servirà a recuperare la "svalutazione" che doveva esserci nel 2015. Per contro, è fortunato chi va in pensione quest'anno: beneficia di una rivalutazione maggiorata dei contributi (+0,1927%) che non dovrà restituire mai più. 

Ancora una volta, dunque, si nota la doppia mano del Legislatore nello scrivere le disposizioni: ai pensionati preserva il "potere di acquisto", agganciando la rivalutazione delle loro pensioni all'inflazione; ai lavoratori invece aggancia le future pensioni all'andamento dell'economia: se il Pil cala scendono anche le loro pensioni. Come dire: è colpa dei lavoratori se il Paese per un certo periodo attraversa una crisi economica. 

© Riproduzione Riservata.