BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

Riforma Pensioni 2015 / Flessibilità, ecco la soluzione per averla "a costo zero"

InfophotoInfophoto

Si può fare sicuramente senza oneri per lo Stato, per esempio riconoscendo all’anziano che si prepensiona la differenza rispetto all’ammontare contributivo in buoni acquisto o in titoli di Stato a tasso zero. Un lavoratore anziano va in pensione prima, perde 200-300 euro rispetto a quella che sarebbe la pensione piena, ma riceve quella stessa somma in buoni acquisto che poi può utilizzare in determinati circuiti. Va quindi preparata questa sorta di moneta complementare pubblica.

 

Gli esodati chiedono la settima salvaguardia. Come va affrontata questa questione?

Qui c’è un vizio originario perché c’è stata una confusione nei dati fin dai tempi della Fornero. Il fatto che si ricorra di più a consulenti politici piuttosto che a funzionari di carriera può avere prodotto delle incomprensioni tra organi politici e tecnici rispetto alle conseguenze di determinate misure. Non ci si può quindi girare dall’altra parte, ma l’attuale governo sta cercando di venire incontro alle varie fasce di esodati. Se pian piano si riesce a farli rientrare tutti è un fatto positivo.

 

Ritiene che anche i sindacati abbiano le loro responsabilità?

Certo, l’errore fu fatto a suo tempo anche dai sindacati, perché quando si scriveva la clausola di accompagnamento per gli esodati bisognava precisare che questa valeva a condizioni di legislazione vigente. Nel momento in cui con la legge Fornero è cambiata la normativa, queste persone si sono trovate senza un lavoro né una pensione.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.