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Lavoro

SINDACATI E POLITICA/ La nuova sfida sui contratti nel Jobs Act

Il Governo è pronto a incentivare la contrattazione aziendale. Uno strumento importante per stimolare la crescita, se si sarà capaci di usarlo. Il commento di GIUSEPPE SABELLA

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Mentre le recenti rilevazioni Istat fanno ben sperare circa l'economia e il mercato - inutile girarci attorno, i dati relativi al mese di aprile ci dicono chiaramente che si è creata nuova occupazione -, la prossima settimana il Consiglio dei ministri si riunirà per dare attuazione completa alla delega lavoro. In particolare, restano infatti da definire i decreti circa le politiche attive, gli ammortizzatori sociali e l'Agenzia unica. A dire il vero, il Jobs Act prevedeva anche di introdurre - sperimentalmente - il salario minimo, ma la materia forse slitterà, magari in relazione ai lavori per la legge sulla rappresentanza e alla definizione di incentivi per la contrattazione aziendale.

Non è solo merito dell'accoppiata Jobs Act/sgravi fiscali legge di stabilità, anche l'industria sta facendo la sua parte: le vendite sono in crescita e sono lievitate su base annua al 2,3%?se si elimina la componente energia, frenata (-14,6%) dalla discesa dei listini. Il settore che ha fatto registrate le performance migliori è quello dell'auto, ma in generale stanno crescendo anche l'alimentare, il tessile, la farmaceutica e l'elettronica, settori (anche) legati alla domanda interna. La stessa inversione della dinamica inflattiva è un'ulteriore conferma di un'economia che è tornata quantomeno a percorrere la giusta direzione.

Al di là del fatto che veri interventi di politica industriale non se ne sono mai visti - l'Italia ha semmai fatto politiche fattoriali e territoriali -, oggi più che mai bisogna pensare che rispetto alle poche risorse di cui lo Stato può disporre per fare investimenti, la crescita della produttività è fattore decisivo. Crescere produttività significa innovarsi e migliorare il costo del lavoro per unità di prodotto (clup) che, come abbiamo visto in un precedente articolo, è il problema di fondo della nostra economia: basti ricordare che in Germania è più basso del 40% e in Francia e UK del 30%.

La contrattazione aziendale, che il governo si appresta a incentivare, può far leva sulla produttività? Si. Lo farà effettivamente? Forse. Diamo troppo per scontato, intanto, che la contrattazione aziendale crescerà come pratica quando in realtà molte aziende non vi faranno mai ricorso per le loro piccole dimensioni e che altre non ne vogliono sapere di portarsi il sindacato in casa. In secondo luogo, va tenuto presente che contrattare è un mestiere difficile e che più che contrattare aziendalmente, bisogna contrattare bene. Molti attori non sono pronti, in azienda molti dirigenti non hanno mai contrattato e lo stesso sindacato a livello locale e territoriale ha bisogno di crescere da questo punto di vista.