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LAVORO O VACANZA?/ Scuole-imprese, il "salto" che serve a creare occupazione

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Chiaro qui il richiamo all’apprendistato, che in altre nazioni europee (per esempio, in Inghilterra) sta aiutando a diminuire la disoccupazione giovanile. Mentre in Italia è ancora poco utilizzato. Non solo la scuola, però, anche tutto il mondo del lavoro deve fare un salto di qualità. Le imprese devono capire che spesso le competenze che richiedono possono essere acquisite solo sul luogo di lavoro, e che per questo anche loro si devono assumere il compito di formare un giovane appena assunto. Le scuole, dal canto loro, devono cercare di lasciare più spazio alla dimensione pratica, laboratoriale, favorendo l’alternanza scuola-lavoro, anche nella forma dell’apprendistato di primo livello, per cercare di diminuire il più possibile lo scarto che c’è tra lavoro e istruzione, i quali sembrano ancora oggi due momenti di vita troppo lontani tra di loro.

Ha ragione Chiara Saraceno, nel suo recente libro, a ripetere “Il lavoro non basta”, ma da noi è già molto che i nostri ragazzi mettano testa e cuore dentro realtà che sono ancora oggi viste come lontane, astratte, di là da venire. Che facciano esperienza, e facciano tesoro da queste (e altre) esperienze.

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