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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Boeri e l'assegno più alto a carico delle imprese

Ha fatto molto discutere la proposta di riforma delle pensioni avanzata da Tito Boeri. Ma sembra che non ne sia stato colto un punto importante. Ce ne parla MARIO CARDARELLI

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Nulla di nuovo di quanto già ascoltato da Boeri o di quello prodotto e letto in giorni passati. Ma non ci si meravigli. Tuttavia, nella relazione annuale i toni sono più pacati e le linee tracciate sono più sostanziosamente accorpate ai compiti istituzionali dell'Inps. Compiti non facili nel produrre efficienza ed efficacia dei processi di lavorazione e delle prestazioni.

Tuttavia il nostro interesse appuntato sulla possibilità che il presidente dell'Inps un elemento di rottura lo producesse non è stato tradito. Chiaramente non parliamo del ri-calcolo contributivo, sul quale l'opinione è stata espressa su queste pagine prima della presentazione della Relazione annuale sull'attività dell'Inps. Bensì parliamo di un altro elemento ritrovato a sorpresa nella relazione di una giornalista della Reuters presente all'evento.

Riporto esattamente quanto scritto da Francesca Piscioneri: "Infine, considerando che il rapporto tra contribuenti e pensionati è destinato a peggiorare, l'Inps propone il versamento di contributi aggiuntivi, oltre a quelli obbligatori, da parte dei datori di lavoro ai loro dipendenti che si ritirano prima di raggiungere l'età per la pensione di vecchiaia per potere incrementare così il proprio assegno".

Queste parole non possono che dare soddisfazione a quella linea che da mesi stiamo illustrando da queste pagine e che sembra aver trovato finalmente un momento di ascolto in sede previdenziale e al cospetto del ministro Poletti. Certo non può ripercorrere esattamente i termini della proposta di flessibilità e contribuzione volontaria formulata, ma si muove con eleganza sullo stesso percorso segnandolo di un tratto di sinistra: che siano i datori di lavoro a pagare i contributi aggiuntivi.

Al di là di ciò, l'apertura di Boeri si muove per assicurare un assegno più adeguato…ma allora perché non dirlo chiaramente nel quadro generale di riferimento? Sarà per caso che il presidente abbia ravvisato un diritto d'autore? Spero di no. Quando si lavora per il Paese è come quando non si possono brevettare i colori. Ma a parte la battuta, ritengo che questa apertura sia molto importante e significativa per muovere effettivamente verso un nuovo corso utile a una sensata modifica della legge esistente: in poche parole, utile a riformare la Riforma.

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