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IDEE/ Il sindacato che "spazza via" riti e burocrazie del lavoro

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In questo quadro più che di processo di riunificazione avrebbe senso porsi l'obiettivo del sindacato unico. Non appaia come un fuga in avanti. Non può nascere dal nulla o dalla testa di Giove. Ma è un processo già riconoscibile nella realtà che i sindacati potranno seguire o cercare di frenare con il rischio di rimanerne travolti. Le tracce sono da cercare laddove i processi contrattuali hanno prodotto, anche in questi anni di crisi, nuove piattaforme e accordi avanzati. Primo e più eclatante esempio è stato di nuovo in Fiat. Accordo per produttività e salvaguardia dell'occupazione con rottura dello schema del contratto nazionale. Voto operaio che approva ed esclude dalle rappresentanze aziendali la Fiom che rifiuta il contratto.

Dietro a questa esperienza vi sono centinaia di casi di contratti (in quasi tutti i casi senza rottura di una componente) che hanno replicato piattaforme attente a produttività e lavoro. In qualche caso con particolare attenzione ad assunzioni giovanili e percorsi formativi. Sempre con voto libero di tutti gli interessati e conseguente rappresentanza. In questi casi conta chi è capace di rappresentare e dare vita a piattaforme reali di confronto. 

Anche sui servizi e il territorio, rompendo con la concertazione, si è tornati a trattare. I soggetti hanno però sempre assunto responsabilità dirette. Non grandi cortei e nessun contratto, ma proposte e capacità di creare nuovi servi con assunzione di responsabilità nella governance attuativa. È una realtà ormai più diffusa di quanto venga registrato e che porta a individuare in un sindacato che si ponga regole uniche cui attenersi quello che sfocerà in una nuova rappresentanza. 

Riunificare le burocrazie sindacali non ha futuro, dare le basi per far emergere un nuovo sindacato che riunifichi chi ha sviluppato rappresentanze reali è possibile. Questo processo, pur con le dovute differenze, riguarda certo tutte le rappresentanze economiche, e il processo, anche se lentamente, è avviato. Tocca ai nuovi dirigenti la volontà operativa di chi si propone di esserne guida e non solo rincorrere una realtà che si è messa in moto. 

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