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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015 / Boeri e le 5 "carte" per cambiare la previdenza italiana

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Devo dire che tra le proposte fatte è forse quella che mi convince di meno (o se vogliamo che necessita di una più dettagliata declinazione) per due ordini di motivi: a) il fatto che si attui una netta distinzione tra assistenza e previdenza (sicuramente positivo) di per sé non limita l’impatto finanziario di un tale istituto; anzi, paradossalmente, la cognizione che lo stesso trovi diretta copertura nella fiscalità collettiva potrebbe determinare una scarsa attenzione nella gestione del medesimo; b) se la metodologia di riconoscimento è di tipo meramente assistenziale, senza cioè prevedere un corrispettivo impegno sul piano lavorativo del beneficiario, ovvero su una sua disponibilità ad aggiornamenti di tipo formativo per un ricollocamento, rischiamo di rivedere i medesimi effetti distorsivi registrati con la gestione della cassa integrazione.

Armonizzazione - Il Presidente ha ricordato come la recente campagna “trasparenza” portata avanti dall’Istituto, ha evidenziato le enormi differenze esistenti tra le diverse gestioni previdenziali - e all’interno delle stesse tra gli stessi percettori -; differenze determinate da tassi di rendimento avulsi dai livelli contributivi. La proposta si pone l’obiettivo di ridurre tali differenziazioni attraverso un’ulteriore emersione degli elementi di privilegio (cita a ragione la necessità di fare chiarezza anche sui vitalizi parlamentari) e il compimento di atti di equità.  

A tal proposito, condivido l’opportunità, che egli evidenzia, di render partecipi in tale processo di riequilibrio equitativo, coloro che, pur legittimamene, stanno godendo di trattamenti pensionistici elevati, molto più vantaggiosi di coloro che andranno in pensione in futuro.

Non si va in pensione, ma si prende la pensione - Sul punto, l’elemento più suggestivo è quello di aver proposto la possibilità che i datori di lavoro possano, attraverso una contribuzione integrativa, incrementare il trattamento pensionistico iniziale dei propri dipendenti che dovessero anticipare l’andata in pensione. L’idea non è nuova e, a maggior ragione, ci si chiede perché sino a oggi non sia stata attuata. Di fatto, si rende possibile all’impresa che necessita, ad esempio, di un ricambio generazionale o di ridurre la forza lavoro, di farsi carico degli oneri contributivi necessari al prepensionamento del dipendente, rendendola responsabile dell’ammortizzazione sociale. 

Unificazione - Tra le cinque proposte è forse quella con minore appeal (ma probabilmente anche quella più facilmente realizzabile). La modifica normativa proposta è volta a unificare i trattamenti previdenziali maturati in regimi diversi, senza che ciò comporti oneri finanziari per il beneficiario. Probabilmente interesserà soprattutto gli iscritti alla Gestione Separata, penalizzati sul piano della ricongiunzione ma che già oggi possono accedere all’istituto della totalizzazione o del cumulo contributivo, ovvero coloro che, già titolari di trattamento pensionistico, risultano aver versato contributi presso altre gestioni. Premesso che condivido lo scopo, sarà necessario attendere la sua articolazione specifica per comprendere al meglio gli effetti. 

 

Twitter@walteranedda.it

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COMMENTI
05/08/2015 - La prima carta si legge al dritto o al rovescio ? (cardarelli mario)

Sotto Flessibilità sostenibile, cita giustamente Anedda la modalità del ricalcolo contributivo (Ma Noeri DG INPS in commissio -ne CdD non aveva detto che tecnicamente era impossibile il ricalcolo per tutti se non mutando metodologia?). Ma il problema è un altro. Chi va in pensione prima deve prendere di meno perché il suo montante - versato fino al momento dell'uscita e dal quale si genera la rendita vitalizia - non copre il periodo totale previsto ad oggi per cui il pensionando beneficerebbe di un "regalo" che è in verità un onere per altri, maturi o giovani che siano. Questa per me economista è una carta servita con i semi a rovescio. Si può invece servire una carta con i semi al dritto se si pensi che proprio lo stesso montante quale branduardiano centro di gravità permanente non è obbligato ad essere fisso ma può crescere. E che cresca lo si nota nella stessa contraddizione che è presente in molti interventi da quello in ambito pubblico a quello del boeriano "integrino le aziende" gli assegni dei lavoratori penalizzati nel reddito perchè vanno in pensione prima. Cosa vuol dire? Semplice. Se io ho le quote per età e contributi e so che a X anni i miei contributi devono essere Y o in assoluto Z (i famosi 42 anni che slegano l'età) posso scegliere di versare Y o Z e quindi raggiungere il montante fissato dall'Inps per la flessibilità. Cosa vuol dire? Vuol dire che esco solo se me lo permette il montante e quindi che finalizzo il risparmio senza perdere reddito futuro.