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Riforma pensioni 2015/ Grasso soddisfatto dopo l'incontro coi sindacati

Riforma pensioni 2015, continua il dibattito politico attorno alle proposte presentate negli ultimi mesi. Intanto la Cgil di Mantova ha diffuso dati allarmanti sul numero dei pensionati. 

Tito Boeri (Infophoto2) Tito Boeri (Infophoto2)

Dopo l'incontro con i rappresentanti dei sindacati sul tema delle pensioni, il presidente del Senato Pietro Grasso si è detto soddisfatto del meeting. "L'errore maggiore che dobbiamo scongiurare in questo momento è fornire argomenti, anche involontariamente, a sostegno dell'idea di una guerra tra giovani e anziani, tra disoccupati e pensionati" ha detto Grasso dopo l'incontro sulle pensioni. Gli incontri proseguiranno nei prossimi giorni fra i sindacati e gli organi del governo.

Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima, leader dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, sono stati ricevuti dal Presidente del Senato Pietro Grasso, al termine della manifestazione tenuta in piazza del Pantheon, dato che proprio a palazzo Madama è iniziata la discussione in aula del decreto pensioni, contro cui i sindacati protestano. Grasso ha ricordato quanto sia importante che il Governo abbia scelto di incontrare le parti sociali, augurandosi che ciò possa portare buoni risultati.

Mentre il decreto pensioni viene esaminato dal Senato, i sindacati scendono in piazza del Pantheon a Roma protestano. È noto infatti che considerano il rimborso che scatterà il 1° agosto non proporzionato a quello che i pensionati non hanno ricevuto a causa della mancata indicizzazione voluta dal Governo Monti. Per i sindacati, occorrerebbe un intervento più corrispondente alla sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, con il passaggio a palazzo Madama il decreto sarà convertito in legge e dunque resterà al più la strada di un nuovo ricorso alla Consulta.

Cgil, Cisl e Uil non hanno una posizione univoca sul fronte della contrattazione. Sono le pensioni, però, a unire le tre sigle sindacali. Durante l’incontro tra le segreterie avvenute ieri, infatti, c’è stata piena sintonia per chiedere al Governo di aprire un tavolo di confronto per modificare la legge Fornero. Il giudizio di Anna Maria Furlan, leader della Cisl, è su questo tema eloquente: “La legge Fornero è la peggiore legge pensionistica in Europa ed è ora di cambiarla”.

Il segretario Cgil della provincia di Mantova, Massimo Marchini, ha evidenziato la necessità di mettere in atto una riforma delle pensioni che elimini le rigidità e le iniquità introdotte dalla riforma Fornero, evidenziate nell'indagine condotta dal sindacato, che ha messo in luce il calo dei pensionati nella provincia lombarda, pari a quasi 5.000 unità. Secondo Marchini la riforma Fornero "è la peggiore riforma della storia in ambito pensionistico". Il sindacalista ha messo in evidenza come i governi che si sono succeduti negli ultimi anni non siano riusciti a ritrovare una soluzione definitiva per "gli esodati e per tutti coloro che hanno perso il lavoro e con le vecchie regole potevano andare in pensione". Per Marchini "è necessario cambiare profondamente la riforma Fornero", partendo dalla flessibilità dell'età pensionabile, che potrebbe aumentare le opportunità lavorative per i giovani. 

Prosegue il dibattito politico attorno alla riforma delle pensioni, con l'obiettivo di migliorare le norme attualmente vigenti, caratterizzate da un'eccessiva rigidità. Lo stesso premier, alcuni mesi fa, ha annunciato interventi nella prossima Legge di Stabilità, finalizzati ad aumentare la flessibilità dell'età pensionabile e ridimensionare il problema degli esodati e di tutti i contribuenti esclusi dalla pensione (per la mancanza dei requisiti anagrafici e contributivi) e al tempo stesso poco appetibili sul mercato del lavoro. La Cgil di Mantova ha condotto un'indagine per valutare l'impatto della Riforma Fornero all'interno della provincia, con risultati allarmanti: nel 2014 il numero dei pensionati, rispetto al 2011, si è ridotto di ben 4.727 unità, un dato in forte controtendenza rispetto alla crescita registrata negli anni precedenti. L'emergenza emerge anche dai dati reperibili dai Centri dell'Impiego provinciali, a cui sono iscritti ben 2.500 over 55, una fascia di popolazione a grave rischio povertà, come sottolineato più volte dal presidente dell'Inps Tito Boeri, che ha auspicato interventi ad hoc come il reddito minimo. 

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