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I NUMERI/ I "guai" dei sindacati dietro il boom dei contratti

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Sono domande che meriterebbero una riflessione, per ora poco più che accademica, anche se, come abbiamo visto, la realtà sta mutando, e pure in fretta. A oggi, comunque, è evidente che nessuna delle grandi centrali sindacali si sta attrezzando su questo versante. Anche la Cisl, la più flessibile, quella che ha fatto della contrattazione la sua bandiera, non sembra aver per ora metabolizzato il complesso dei mutamenti in atto. La risposta che arriva dal sindacato di via Po, infatti, è quella della tradizionale spinta verso la contrattazione decentrata, una contrattazione cioè che copra come un grande ombrello l'insieme delle persone e delle aziende garantendo a tutti alcune tutele minime e generali, e che lasci il resto alla contrattazione locale, nelle singole imprese o sui territori. Ma questa risposta, per quanto innovativa e moderna, sembra anch'essa un passo indietro rispetto alla realtà. 

Certo, le fughe nel passato non servono a nessuno, come a nessuno sarebbe utile davvero il ritorno ai contratti omnicomprensivi o ancor meno il ricorso alla contrattazione per legge. Piuttosto bisognerà cominciare a riflettere su un altro strumento, quello della certificazione dei contratti, del quale poco si è parlato in occasione della approvazione del recente Job Act, ma che, se ben usato e ben ponderato, in un giusto mix con una forte spinta verso la contrattazione decentrata, e con la riduzione a pochi articoli e tutele fondamentali dei contratti nazionali, potrebbe coprire più e meglio le esigenze di imprese e lavoratori, e ciò assicurando maggiore flessibilità, ma senza scivolare verso mercati del lavoro "chinese style".

In ogni caso il panorama che abbiamo davanti è quello di aziende e gruppi e aziende che lentamente, ma sempre più decisamente, stanno andando verso la contrattazione di nicchia, di lavoratori che, oggi anche nelle fasce medie e medio-basse, stanno negoziando per sé: una polverizzazione che richiede una riflessione non banale e non ideologica, ma soprattutto non troppo lenta.

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