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Lavoro

Riforma Pensioni 2015 / Tassazione pensioni, Renzi annuncia interventi futuri

Riforma pensioni 2015, il segretario nazionale Spi-Cgil Ivan Pedretti rilancia la proposta di allargare la no tax area per i pensionati a 8.000 euro. 

Sacerdoti (Infophoto)Sacerdoti (Infophoto)

Il premier Matteo Renzi, che nei mesi scorsi ha annunciato un aumento della flessibilità nell'età pensionabile, nell'ambito della riforma delle pensioni, ha parlato anche di tassazione degli assegni pensionistici, durante l'assemblea del Pd tenutasi all'Expo. Il Premier ha annunciato imminenti interventi sulle imposte che colpiscono gli immobili, interventi su Ires e Irap nel 2017 e, successivamente, interventi sugli scaglioni Irpef e sulla tassazione delle pensioni. Attualmente le detrazioni spettanti ai pensionati differiscono a seconda dell'età (sono più elevate per gli over 75) ed è presente una no tax area che copre i redditi da pensione non superiori ai 7.500 euro (8.000 euro per i lavoratori dipendenti).  

La Riforma delle pensioni continua a tenere banco nell’agenda del Governo Renzi che tuttavia si trova in un momento di empasse dovuto anche alla vicenda relativa alla Grecia. Nelle ultime ore ci sono state una serie di botta e risposta a distanza tra il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ed i sindacati, per quanto concerne la proposta di uscita dal mondo del lavoro con il passaggio al sistema contributivo. Secondo Boeri la proposta avrebbe una incidenza minima per i lavoratori che vanno prima in pensione mentre secondo alcuni studi fatti da Cgil e Uil, si andrebbe a perdere fino al 35% sull’importo mensile.  

In attesa delle proposte del Governo sul tema della riforma delle pensioni, la Cgil rilancia un tema di cui si parla degli ultimi anni e riguarda da vicino la fiscalità dei pensionati. Il segretario nazionale Spi-Cgil Ivan Pedretti, alla festa del Pd di Maranello e Fiorano, ha rilanciato la proposta di allargare la no tax area dei pensionati fino a 8.000 euro, rendendola equivalente a quella dei lavoratori dipendenti (attualmente la no tax area per i pensionati è fissata a 7.500 euro). La proposta è stata condivisa anche dai sindacati Fnp-Cisl e Uil-Uilp che hanno chiesto al Governo di intervenire in materia. I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno respinto la proposta, ricordando che i lavoratori dipendenti scontino una tassazione leggermente inferiore in quanto parte dello stipendio viene spesa per produrre il reddito (si pensi, ad esempio ai costi di trasporto). 

La riforma delle Pensioni è sempre al centro delle attenzioni del Governo del Premier Matteo Renzi. Come ha più volte ricordato anche il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, c’è la volontà di aumentare la flessibilità in uscita permettendo così ai lavoratori di andare prima in pensione nel caso fossero intenzionati. Tuttavia, secondo un recente studio effettuato dalla Uil, questa opzione con i criteri che sembrano essere nelle intenzioni del Governo, costerebbe un bel po’ ai lavoratori che a seconda della situazione personale, andrebbero a perdere tra il 10 ed il 34% dell’importo mensile pensionistico a cui avrebbero diritto nel caso attendessero i tempi previsti. Questo è dovuto per il conseguente passaggio al metodo contributivo.

Quella dei sacerdoti è forse l'unica categoria che non ha subito i tagli della riforma delle pensioni dell'ex ministro Fornero che è costata all'Inps 56 e i 115 milioni di euro l'anno con un disavanzo patrimoniale pari a 2,2 miliardi di euro. Lo rivela l'Istituto di Previdenza nazionale in una nota per tenere le porte aperte dell'associazione e far conoscere ai cittadini le spede fatte. Le pensioni erogate dal fondo del clero e dei ministri del culto sono 13.788 e la gestione è in passivo anche per le varie prerogative di questo settore che si può definire privilegiato rispetto agli altri tipi di pensioni. Ad esempio è la stessa Inps a comunicare che ai sacerdoti sono stati evitati i tagli della riforma delle pensioni Fornero del 2011 e il sistema di calcolo non è né retributivo, né contributivo bensì a prestazioni definite in somma fissa, inoltre il fondo il Fondo di previdenza del clero eroga la pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità e la pensione ai superstiti a favore degli iscritti. Probabilmente con l'imminente riforma delle pensioni in atto nel 2015 sul suolo nazionale anche quelle dei sacerdoti subiranno delle modifiche soprattutto a fronte delle notizie rivelate dallo stesso istituto di previdenza nazionale.

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