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Riforma pensioni 2015/ Pubblicato il testo del dl pensioni, a chi spetta il rimborso

Riforma pensioni 2015, il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo ha chiesto al governo un confronto per discutere le modifiche della Legge Fornero. 

Immagini di archivio (Infophoto2) Immagini di archivio (Infophoto2)

Il testo del dl pensioni, convertito dal Parlamento, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il decreto è stato emanato dal Governo in risposta alla sentenza della Consulta, che ha dichiarato incostituzionale il blocco delle indicizzazioni degli assegni superiori a 3 volte il minimo, introdotto dal Governo Monti nel 2011, con il decreto Salva Italia e ha disposto un rimborso a favore dei pensionati, che avverrà nel cedolino di agosto. Il rimborso spetta, con modalità differenziate, ai pensionati che percepiscono un assegno lordo non superiore ai 3.000 euro. Il rimborso ai pensionati, solo parziale e una tantum, verrà erogato con modalità progressive, favorendo la fascia di reddito compresa tra i 1.500 e i 2.000 euro. 

Una nuova voce si leva in favore di Opzione donna. È quella di Donatella Albano, senatrice del Pd, che spiega che a suo modo di vedere l’Inps ha sbagliato ad applicare le regole sulla finestra mobile, impedendo così alle lavoratrice con 35 anni di contributi (e 57 di età) di poter sfruttare l’opportunità di andare in pensione, seppur con un assegno calcolato con il contributivo pieno. La senatrice ricorda che occorre dare qualche risposta alle italiane, dopo un “rimpallo” tra ministero del Lavoro e ministero dell’Economia che ancora non ha chiarito la situazione.

Cesare Damiano, seppur positivamente colpito dal piano di Renzi di riduzione delle tasse, anche per i pensionati, ha messo in guardia il Governo dal non compiere un’operazione che sarebbe dannosa: ovvero rinunciare a inserire un meccanismo di flessibilità nel sistema previdenziale per abbassare le imposte ma nel 2018. L’ex ministro ha quindi ricordato di essere contrario a proposte che prevedano il ricalcolo della pensione con metodo contributivo.

Il comunicato dell’Inps sull’erogazione dei conguagli nel mese di agosto provoca già malumori. Come quelli espressi da Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp-Cisl, secondo cui dopo il pasticcio della quattordicesima non erogata a migliaia di pensionati, l’Inps danneggia ancora gli italiani dicendo che non tutti i conguagli Irpef verranno pagati ad agosto. Il sindacalista chiede quindi che l’Inps faccia chiarezza spiegando quanti sono i pensionati che non riceveranno quanto loro spettante ad agosto.

Con un comunicato stampa l’Inps ha rassicurato molti pensionati che non vedevano sul cedolino della pensioni di agosto il conguaglio derivante dalla presentazione del 730. L’Istituto guidato da Tito Boeri ha spiegato di aver attivato una procedura d’urgenza per assicurare la consueta erogazione dei rimborsi, il cui importo non è visibile sul cedolino per ragioni tecniche, dovute in particolare allo slittamento al 23 luglio dei termini della presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Il rimborso ad agosto è assicurato per le dichiarazioni pervenute entro il 20 luglio. L’Inps specifica poi che “saranno, invece, effettuati o avviati i conguagli a debito dal mese di settembre per tutte le dichiarazioni pervenute dopo il 30 giugno per la maggiore complessità delle elaborazioni, attesa la possibilità di rateizzare i predetti conguagli”.

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, intervenuto in un convegno sul tema della riforma delle pensioni, tenutosi a Varese, ha chiesto al Governo un confronto per discutere le possibili modifiche alla Legge Fornero. Nel convegno, organizzato dalla Uil, Barbagallo ha annunciato iniziative di protesta qualora il Governo rifiutasse di aprire un tavolo di confronto in tempi brevi. "Abbiamo deciso, unitariamente, di chiedere una profonda modifica della legge Fornero" ha dichiarato Barbagallo, "stiamo aspettando che il ministro del Lavoro Poletti ci convochi". Secondo Barbagallo "bisogna dare flessibilità in uscita ai lavoratori, perché non tutti possono andare in pensione alla stessa età, ma bisogna farlo senza penalizzazioni", un chiaro riferimento alla proposta di Boeri che prevede l'utilizzo del metodo contributivo, soluzione poco gradita ai principali sindacati che la reputano eccessivamente penalizzante per i lavoratori. Secondo Barbagallo "la  flessibilità in uscita si deve accompagnare alla stabilità per i giovani in entrata". 

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