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IL CASO/ La sentenza che fa uno "sgambetto" a Confindustria

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La Corte continua la disamina richiamando la direttiva CE 50/1988, la quale ha specificato che la disciplina del 1977 «si applica alle imprese pubbliche o private che esercitano un'attività economica, che perseguano o meno uno scopo di lucro». La Corte ricorda che proprio recependo tali direttive comunitarie il legislatore italiano ha modificato l'articolo 2112 del Codice civile, stabilendo che è trasferimento d'azienda «qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità».

Proprio sulla scorta di tali argomentazioni la Corte d'Appello di Caltanissetta ha dichiarato la nullità del licenziamento comminato al lavoratore. Tale pronuncia si inserisce per la prima volta nel mondo confindustriale e sarà quindi opportuno verificare gli effetti di tale orientamento, soprattutto se fosse confermato da altre pronunce, quando si affrontano tematiche relative a processi di aggregazione tra associazioni nell'ambito confindustriale.

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