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Lavoro

IL CASO/ La sentenza che fa uno "sgambetto" a Confindustria

Con una sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta, le associazioni come quelle confindustriali sono accomunate alle aziende. GABRIELE FAVA ci spiega con quali effetti

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La Corte d'Appello di Caltanissetta, con una recente Sentenza del 2 luglio 2015, in materia di fusione di associazioni tra industriali ha affermato che quando l'associazione svolge servizi di consulenza e assistenza aziendale in favore delle singole imprese associate può considerarsi un'azienda, «ossia un complesso stabilmente organizzato di persone ed elementi che consentono l'esercizio di un'attività volta a perseguire un determinato obiettivo» con conseguente applicazione della normativa contenuta nell'articolo 2112 del codice civile. 

La pronuncia della Corte d'Appello di Caltanissetta prende le mosse dalle vicende relative alla costituzione, nell'agosto del 2012, dell'Associazione degli industriali della Sicilia centrale e meridionale (Confindustria Centro Sicilia), in cui erano confluite tre associazioni provinciali. Successivamente alla fusione, una delle associazioni in liquidazione aveva licenziato un proprio dipendente adducendo un giustificato motivo oggettivo per cessazione dell'attività. Il lavoratore aveva impugnato giudizialmente il licenziamento, chiedendo la reintegra nei confronti della neocostituita Confindustria Centro Sicilia sostenendo l'applicabilità dell'articolo 2112 del Codice civile sul presupposto che tra le associazioni doveva considerarsi intervenuto un trasferimento d'azienda.

Il Tribunale di primo grado aveva respinto la domanda del lavoratore, ritenendo che Confindustria provinciale non si potesse qualificare come azienda e quindi escludendo l'applicazione dell'art. 2112 codice civile. Quindi, il lavoratore ha impugnato la decisione dinanzi alla Corte d'Appello di Caltanissetta chiedendo la riforma della sentenza di primo grado sostenendo che la tutela prevista dall'articolo 2112 si applica anche alle associazioni senza scopo di lucro che producono servizi di natura economica.

La Corte d'Appello di Caltanissetta ha accolto le doglianze del lavoratore argomentando sulla nozione di azienda e richiamando i principi sanciti in materia nella direttiva CEE 187/1977, secondo i quali ai fini dell'identificazione di un'azienda ciò che conta «è l'esistenza di un complesso di mezzi produttivi (materiali o immateriali) remunerati, stabilmente organizzati per raggiungere un determinato obiettivo», mentre è irrilevante la finalità soggettiva perseguita.