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Riforma pensioni 2015 / Vademecum per i rimborsi da Forza Italia per i pensionati lombardi

Riforma pensioni 2015: dall'analisi comparativa realizzata dal Dossier del Servizio Studi della Camera è emerso che, nel 2050, il sistema pensionistico italiano sarà il più duro d'Europa. 

Immagini di archivio (Infophoto2) Immagini di archivio (Infophoto2)

Forza Italia ha deciso di informare i pensionati lombardi su come ottenere il giusto rimborso per la mancata indicizzazione dei loro assegni dopo la sentenza della Corte Costituzionale e il decreto del Governo. Ci saranno manifestazioni e gazebi sul territorio probabilmente nel mese di settembre, insieme a un vademecum con le istruzioni ricavate da un documento di un pool di avvocati cui il partito ha deciso di rivolgersi. 

Gli ultimi rumors sulla riforma delle pensioni non sono certo incoraggianti per chi vorrebbe un sistema flessibile con solo un minimo di penalizzazioni per chi decidesse di ritirarsi prima dal lavoro. Infatti, come ricorda Il Messaggero, ci sono diversi provvedimenti da finanziare nella Legge di stabilità e sembra che non vi sia sufficiente spazio per un provvedimento simile a quello che vorrebbe Cesare Damiano. Per questo si sta facendo strada, scrive il quotidiano romano, l’idea che possa passare la “linea Boeri”: un ricalcolo contributivo per chi va in pensione prima. Per le casse dello Stato ci sarebbe da finanziare il reddito minimo per gli over 55 che restano senza lavoro.

Cesare Damiano sta diventando uno dei politici preferiti tra le italiane e gli italiani. Il suo ddl per la riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità è infatti apprezzato dai lavoratori precoci, che potrebbero così andare in pensioni dopo 41 anni di contributi, senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età, mentre la sua proposta, seguita dagli altri membri della commissione Lavoro della Camera, di continuare a sollecitare il Governo per risolvere la situazione delle italiane che non possono accedere a Opzione donna sta anche accedendo la speranza che la possibilità di andare in pensione a 57 anni (con 35 di contributi) possa essere estesa nel tempo o anche agli uomini.

Mentre giacciono in commissione Lavoro i ddl sulla riforma delle pensioni, alla Camera si avvicina il voto finale sul bilancio di Montecitorio. Il Sole 24 Ore riporta dati che certo non faranno piacere a quegli italiani che attendono notizie sulla possibilità di andare in pensione a 62 anni. Infatti, è cresciuta dall’anno scorso la spesa pensionistica per gli ex dipendenti della Camera (da 234 a 256 milioni di euro). Tutto questo mentre la spesa complessiva, per la prima volta in dieci anni, si attesta sotto il miliardo di euro.

L'introduzione del Modello 730 Precompilato e la proroga del termine fissato originariamente per l'invio telematico del Modello (dal 7 al 23 luglio) hanno creato difficoltà tecniche all'Inps, che ha attuato una procedura d'urgenza per assicurare al maggior numero di pensionati il rimborso Irpef nel mese di agosto. L'ente ha spiegato, in una nota, le modalità di effettuazione del rimborso, dopo l'allarme lanciato da alcuni pensionati, che consultando il cedolino di agosto online non hanno ravvisato la presenza del rimborso Irpef derivante dalla presentazione del Modello 730. I pensionati che hanno consegnato il modello 730 entro il 30 giugno riceveranno, come di consueto, il rimborso Irpef (o la trattenuta per i contribuenti a debito) ad agosto, nel cedolino (i pensionati con assegno mensile inferiore ai 3.000 euro lordi riceveranno anche il bonus Poletti). Nel caso in cui il modello sia stato presentato a luglio, le trattenute verranno effettuate nel cedolino di settembre mentre chi ha un credito Irpef riceverà l'importo ad agosto, grazie alla procedura d'urgenza (importo non ancora visibile nel cedolino). Chi ha presentato il modello dopo il 20 luglio, invece, riceverà il rimborso nel cedolino di settembre.

Negli ultimi mesi il dibattito politico sulla riforma delle pensioni verte attorno alle modifiche della Legge Fornero, ritenuta da più parti eccessivamente rigida, soprattutto sotto il profilo dell'età pensionabile. Il sistema pensionistico italiano, così come definito dal Governo Monti, diventerà nei prossimi anni il più duro d'Europa, come emerso dal Dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati che ha effettuato un'analisi comparativa tra l'Italia e gli altri paesi europei. Nel 2050, anno in cui la riforma del sistema pensionistico andrà a regime, in Italia potranno percepire la pensione di vecchiaia coloro che avranno compiuto 69 anni e 9 mesi, il dato più elevato in Europa. In Germania, nello stesso anno, avranno accesso alla pensione di vecchiaia coloro che avranno compiuto 67 anni, in maniera simile a quanto avviene in Francia, Spagna e Islanda. Sistema pensionistico più clemente in Irlanda (66 anni), Gran Bretagna (65), record per Repubblica Ceca e Slovacchia (62 anni). Negli altri paesi oggetto dell'analisi comparativa l'età utile per accedere alla pensione di anzianità è fissata tra 63 e 65 anni. 

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