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Riforma pensioni 2015: Il “contrasto di interessi” che può aiutare gli italiani

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Non intendo dire questo. Un lavoratore dipendente che prende 1.600 euro lordi, cioé 1.250 euro netti al mese, se chiede un intervento dell’idraulico con il carico Iva deve pagare 1.220 euro, mentre in nero se la può cavare con 850 euro. E la conseguenza è che non c’è un solo italiano disposto a togliere il pane di bocca ai suoi figli per pagare l’Iva.

 

Serve la mano pesante contro l’evasione fiscale?

Non è questa la soluzione. C’è un fatto che non hanno capito i governi italiani degli ultimi 25 anni: non ci si può illudere di sconfiggere il fenomeno dell’evasione aumentando i finanzieri, proibendo i pagamenti in contante e andando a guardare nei conti correnti. Più si insiste sulla “repressione”, più si sviluppano gli anticorpi del sommerso.

 

E quindi che cosa bisogna fare?

Se Renzi vuole aiutare realmente i pensionati e le famiglie, deve introdurre il “contrasto di interessi”.

 

Di che cosa si tratta?

Un contribuente fa 5mila euro di spese l’anno, si fa dare gli scontrini o le fatture e porta quella somma in detrazione. Con un’aliquota media del 25% ha dunque una deduzione dalle tasse per 1.250 euro.

 

Ma lo Stato perderebbe 1.250 euro di tasse?

No, perché la somma detratta dalla dichiarazione del cliente dell’idraulico è pagata sotto forma di tasse dall’idraulico stesso. Introducendo il “contrasto d’interessi”, il governo incasserebbe 20 miliardi di contributi sociali attualmente evasi.

 

L’intervento sulle aliquote Irpef annunciato da Renzi è comunque positivo?

Sì. Se l’aliquota fiscale passa dal 45% al 40% è indubbiamente un passo avanti positivo, perché il cittadino onesto che paga le tasse può tirare il fiato. Se Renzi però pensa di poter ridurre le imposte ai redditi bassi o medio-bassi senza introdurre il “contrasto di interessi”, si sbaglia di grosso.

 

(Pietro Vernizzi)

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