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Riforma pensioni 2015: Matteo Renzi, sistema previdenziale italiano in un'ottica di medio-lungo periodo è il più sostenibile in Europa

Riforma pensioni 2015, la proposta lanciata dal presidente dell'Inps Tito Boeri presenta numerose debolezze, sottolineate dai tecnici Alessandra Del Boca e Antonietta Mundo. 

Tito Boeri (Infophoto2) Tito Boeri (Infophoto2)

Il premier Matteo Renzi, direttamente dalla sua Enews settimanale, ribadisce i concetti espressi una settimana fa dal palco dell'Expo, in particolare sullo shock fiscale necessario per dare a vigore alla crescita. Per quanto riguarda il tema delle pensioni, Renzi ha ribadito che l'attuale sistema previdenziale italiano, in un'ottica di medio-lungo periodo, "è il più sostenibile in Europa". Il Presidente del Consiglio ha ribadito che a partire dal 2018 verranno modificati anche gli scaglioni Irpef (con conseguenze dirette per i pensionati) e le pensioni minime. Renzi non ha parlato, esplicitamente, di estensione del bonus Irpef di 80 euro ai pensionati ne di aumento della no tax area, ipotesi circolate negli ultimi giorni. "A chi dice non ce la farete mai voglio che arrivi il mio grazie più sincero", ha concluso Renzi, che ha ricordato i principali provvedimenti messi in atto dal Governo nonostante lo scetticismo di larga parte dell'opinione pubblica. 

Il piano per attuare la riforma delle pensioni presentato dal presidente dell'Inps Tito Boeri ha suscitato, nei giorni scorsi, le perplessità dei sindacati, che preferirebbero una proposta più simile a quella presentata dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, Cesare Damiano. La proposta Boeri, tuttavia, oltre a non piacere ai rappresentanti dei lavoratori e dei pensionati, non piace neanche a molti tecnici, come ad esempio Alessandra Del Boca, professoressa di Economia e Consigliere di Sorveglianza Ubi, e Antonietta Mundo, attuario ed ex Coordinatore Generale Statistico Attuariale dell'Inps. I due tecnici, dalle pagine de "Il Corriere della Sera" hanno evidenziato le debolezze della proposta Boeri, in un articolo intitolato "Previdenza Creativa", in particolare criticando il contributo di solidarietà a carico delle pensioni più elevate, che abbasserebbe il gettito Irpef a favore dello stato, e il reddito minimo garantito per gli over 55 privi di lavoro e ammortizzatori sociali, che dovrebbe essere finanziato anche dalle imprese che licenziano, come avviene, ad esempio, negli Stati Uniti. 

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