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Riforma pensioni 2015/ Sui rimborsi la Uil promette una nuova battaglia

Renato Brunetta duro sulla riforma: "Cancelliamo la Fornero e tutto quello che è venuto dopo di lei. Sono stati fatti solo danni". Gli fa eco il presidente della UIL

Renato Brunetta Renato Brunetta

La Uil promette battaglia sul decreto pensioni, definito una grandissima ingiustizia per i pensionati. Il sindacato fa infatti notare ancora una volta che non è stato ristabilito il diritto alla rivalutazione delle pensioni ed è stato restituito solo in minima parte quanto è stato tolto ai pensionati. Ci si è mossi in una direzione che non solo non risponde alla sentenza della Corte Costituzionale, ma che ha priviato millioni di pensionati di risorse legittime che avrebbero potuto sostenere la ripresa economica.

Ci sono dei “buchi” nel Jobs Act che rischiano di avere effetti negativi sulle pensioni. Lo evidenzia la Uil, ricordando che con la Naspi oltre 300.000 persone si ritroveranno con un’indennità più breve e dimezzata rispetto alla vecchia Aspi e con minori versamenti previdenziali. Inoltre, non ci sarà continuità contributiva e dunque la futura pensione ne risentirà. In particolare, il problema sarà più evidente per i lavoratori stagionali. La Uil, per bocca del Segretario confederale Guglielmo Loy, chiede quindi un intervento rapido del Governo.

Matteo Renzi torna a parlare di riforma delle pensioni. E lo fa arrivando a sorpresa alla Festa dell’Unità di Roma. Visitando i vari stand e parlando con i simpatizzanti e militanti del Pd, ieri il Premier ha rilasciato alcune dichiarazioni, tra cui alcune riguardanti le pensioni. Renzi ha ribadito non solo la volontà di intervenire sulle pensioni minime, ma, come riporta Il Messaggero, ha anche detto che va introdotta la flessibilità, “perché si vive più a lungo e chi vuole deve poter andare in pensione un po’ prima”.

Grandi speranze sono poste nel provvedimento di settima salvaguardia degli esodati, non solo da chi è rimasto da pochi anni senza lavoro. Infatti, con un disegno di legge alla Camera, la Lega Nord vorrebbe concedere una deroga alla legge Fornero anche per coloro che sono in possesso di almeno quindici anni di contributi al 31 dicembre 1992, i cosiddetti “quindicenni”. Soprattutto per le donne, la riforma Fornero ha significato dover aspettare i 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia, anziché i 60 anni previsti fino al 2011. Vedremo quindi se e come la settima salvaguardia andrà in porto.

Nei prossimi mesi il Governo metterà in atto la famigerata riforma delle pensioni e i personaggi di tutti gli schieramenti stanno rendendo nota la propria posizione a riguardo. Se una riforma è reputata necessaria da ogni partito, la discussione sulle pensioni e sulla legge Fornero è ancora in atto. Renato Brunetta di Forza Italia ha voluto dire la sua a riguardo. "Cancelliamo la Fornero e tutto quello che è venuto dopo di lei. Sono stati fatti solo danni. La miglior riforma delle pensioni è il sistema contributivo e avere più posti di lavoro che pensionati. Solo così si sta in equilibrio” ha detto Brunetta. Anche il segretario della UIL Carmelo Barbaglio è sulla stessa lunghezza d'onda: "Bisogna dare flessibilità in uscita ai lavoratori, perché non tutti possono andare in pensione alla stessa età, ma bisogna farlo senza penalizzazioni. La flessibilità in uscita, poi, si deve accompagnare alla stabilità per i giovani in entrata. Quello che stanno cercando di proporre non ci piace: dobbiamo discutere. Noi siamo pronti a una discussione che porti a un accordo. Se all’inizio di settembre non ci sarà stato ancora alcun approccio, valuteremo le iniziative da mettere in campo per sollecitare il Governo" ha spiegato Barbaglio sulle richieste del sindacato riguardo la riforma pensioni 2015.

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COMMENTI
28/07/2015 - La faccia tosta dei politici italiani (michele pasciuta)

Mi piacerebbe che l'On. Brunetta, prima di dire la sua circa la riforma del sistema pensionistico, spiegasse agli italiani come funziona il sistema pensionistico per i parlamentari e consiglieri regionali italiani. La faccia tosta dei nostri politici ormai non ha più limiti. L'Italia è quel paese che, se devi arruolarti nelle varie forze di polizia, devi risultare incensurato e devono risultare incensurati i tuoi genitori e mi pare anche i tui nonni. Se, invece devi ricoprire la carica di parlamentare o ministro, puoi avere anche la fedina penale non proprio trasparente. In definitiva chi fa le leggi può essere un indagato o peggio già condannato in primo grado mentre chi queste leggi le deve fare rispettare deve essere puro. In Inghilterra un ministro è stato costretto alle dimissioni e a chiudere la propria parentesi politica solo perchè addebitava i punti per le infrazioni al codice della strada alla propria consorte. E in Italia?