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Riforma pensioni 2015/ Boeri e il contributo di solidarietà per aiutare i lavoratori atipici

Riforma pensioni 2015: mancano pochi giorni al 3 agosto, data in cui i pensionati percepiranno il bonus Poletti, sancito dal dl pensioni. Le critiche di Proietti (segretario Uil)

Riforma pensioni 2015 (Infophoto2) Riforma pensioni 2015 (Infophoto2)

I lavoratori atipici che sono andati in pensioni percepiscono un assegno medio di 160 euro al mese. Lo scrive L’Espresso, riportando dati Inps sul monitoraggio dei flussi di pensionamento relativo al 2014 e al primo semestre 2015. Dunque emerge un problema abbastanza serio, soprattutto per chi è ancora al lavoro e ha versato per anni i contributi alla gestione separata Inps. Per questo, secondo il settimanale, Tito Boeri spingerebbe per un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, così da compensare queste situazioni di assegni estremamente bassi.

Sul fronte delle pensioni, Paolo Parentela, deputato del Movimento 5 Stelle, riporta all’attenzione il problema dei ricongiungimenti dei contributi versati a diversi enti previdenziali, che spesso comportano un trattamento pensionistico sfavorevole. Attraverso un’interrogazione parlamentare, il pentastellato ricorda l’esempio degli insegnanti pubblici, che magari hanno lavorato presso qualche istituto privato e non riescono a far tenere adeguatamente conto del conteggio della mensilità dei contributi versati. Per questo Parentela chiede un intervento legislativo in materia, dato che nel frattempo lo Stato “detiene illegittimamente le somme di migliaia di pensionati italiani”.

Anche Scelta Civica presenta una proposta di riforma delle pensioni. Lo fa attraverso Gianfranco Librandi, che spiega come sia possibile alzare le pensioni minime da 500 a 800 euro per 13 mensilità e solo per chi non percepisce altro reddito. Basterebbe, secondo il deputato, operare dei tagli alle Regioni (ma non sulla sanità), abolire gli enti inutili e abbassare gli stipendi dei dirigenti della Pa. Inoltre, bisognerebbe intervenire anche sul sistema pensionistico, prevedendo il ricalcolo contributivo di tutte le pensioni superiori a 5 volte il minimo.

Continuano le proteste delle principali sigle sindacali nei confronti del cosiddetto Bonus Poletti, il rimborso che verrà erogato ad agosto ai pensionati colpiti dal blocco delle indicizzazioni, recentemente bocciato dalla Consulta. Il sindacato Ugl offre assistenza gratuita ai pensionati che proporranno ricorso contro il governo e annunciano mobilitazioni in 50 piazze italiane. Il segretario generale Paolo Capone ha sottolineato come il Governo, "con prepotenza inaudita", abbia aggirato la sentenza della Consulta con il dl pensioni offrendo ai pensionati un rimborso solo parziale (lo slogan delle mobilitazioni sarà, appunto "“Il governo volta le spalle ai pensionati. Il bonus che ti viene offerto è solo una parte di ciò che ti spetta”), che escluderà chi percepisce un assegno lordo superiore ai 2.805 euro.

Mancano pochi giorni al 3 agosto, data in cui i pensionati riceveranno il cosiddetto bonus Poletti, un rimborso introdotto dal decreto pensioni varato dal Governo, e recentemente convertito in legge dal Parlamento, rivolto ai pensionati penalizzati dal blocco delle indicizzazioni attuato, nel 2011, dal Governo Monti. Il Governo ha introdotto il rimborso ai pensionati (non si tratta di una norma compresa nella riforma delle pensioni, non ancora realizzata) in attuazione della sentenza della Consulta che ha bocciato la norma introdotta dal Decreto Salva Italia (blocco delle indicizzazioni per gli assegni superiori a 3 volte il minimo), dichiarandola incostituzionale. La scelta del Governo, che ha stabilito un rimborso una tantum, solo parziale e progressivo, ha suscitato le reazioni delle opposizioni e dei sindacati, che hanno denunciato l'esiguità del rimborso rispetto a quanto non percepito negli ultimi anni. Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, ha sottolineato come il dl pensioni restituisca "solo in minima parte il maltolto a milioni di pensionati". Proietti ha sottolineato come milioni di pensionati "siano stati privati di risorse legittime che potevano utilmente sostenere la ripresa dei consumi e aiutare i primi segnali di ripresa dell'economia italiana". 

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