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Riforma pensioni 2015/ Assegni più bassi con i nuovi coefficienti a partire da gennaio 2016

Riforma pensioni 2015, il dl pensioni, dopo l'approvazione alla Camera dei Deputati, approda in Senato e sarà esaminato dalla Commissione Lavoro, presieduta dalla senatrice Erica D'Adda. 

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Ormai è ufficiale: con la pubblicazione ieri in Gazzetta Ufficiale, dal 1° gennaio 2016 entrano in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione che resteranno in vigore fino alla fine del 2018. In buona sostanza, l’aumento dell’aspettativa di vita farà sì che gli assegni pensionistici siano più magri, a meno che non si resti al lavoro qualche anno in più. Secondo i calcoli di diversi esperti, mediamente, a parità di età, la differenza sarà di circa il 2%. Ricordiamo che dal 2019 la revisione dei coefficienti sarà biennale e non più triennale.

Cesare Damiano continua a mettere pressione al Governo, ricordando che nella prossima Legge di stabilità si dovrà introdurre la flessibilità nel sistema pensionistico. L’ex ministro ha detto di essere in attesa di scoprire quale sarà la proposta di Tito Boeri e ha anche ribadito quella che è la sua proposta, condivisa da molti esponenti del Pd: possibilità di andare in pensione a 62 anni con 35 di contributi e con una penalizzazione massima dell’8% oppure con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età.

Il decreto pensioni potrebbe creare qualche problema al Governo Renzi. Lo ricorda Il Giornale, elencando i diversi provvedimenti che sono all’esame del Senato, dove l’esecutivo ha una maggioranza risicata e dove deve ancora passare il ddl riforme. Il quotidiano milanese ricorda che ci sono provvedimenti inderogabili, come scuola, pensioni, terzo settore, Fincanteri e Ilva, che vanno approvati prima della loro decadenza. E potrebbero diventare teatro di scontro tra Renzi e la minoranza “ribelle” del Pd.

Approda oggi in Senato il dl pensioni, approvato dalla Camera dei Deputati la scorsa settimana. Il decreto, a dispetto del nome, non contiene alcuna norma innovativa sul tema della riforma delle pensioni ma si limita a stabilire un rimborso per i pensionati colpiti dal blocco delle indicizzazioni delle pensioni, introdotto nel 2011 e recentemente bocciato dalla Consulta, con una sentenza che ha fatto discutere. A quanto ammonta il rimborso che i pensionati riceveranno ad agosto? Innanzitutto occorre precisare che il rimborso non riguarderà i pensionati con assegno inferiore ai 1.500 euro lordi (in quanto non penalizzati dal blocco) e quelli con assegno superiore ai 3.000 euro, esclusi per ragioni di bilancio. I pensionati che percepiscono un assegno compreso tra i 1.500 e i 3.000 euro lordi riceveranno il rimborso della mancata indicizzazione in misura variabile, a seconda della fascia reddituale di appartenenza: si parte dal 40% riconosciuto a chi percepisce un assegno compreso tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi, percentuale che scende al 20% nella fascia 2.000-2.500 euro e al 10% per la fascia più alta (con assegno lordo incluso tra i 2.500 e i 3.000 euro)

Le notizie provenienti dalla Grecia potrebbero influenzare, in maniera diretta, il dibattito sulla riforma delle pensioni, soprattutto qualora gli investitori dovessero nutrire dubbi sulla tenuta del debito pubblico italiano, causandone un aumento dell'onerosità. In attesa di notizie da Atene, in Senato arriva il cosiddetto dl pensioni, già approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 1 luglio, con 310 voti favorevoli e 164 contrari. Il decreto legge 21 maggio 2015, numero 65, è stato emanato dal Governo con l'obiettivo di rimborsare i pensionati penalizzati dal blocco della perequazioni degli assegni pensionistici, introdotto dal decreto Salva Italia del Governo Monti nel 2011 e bocciato da una recente sentenza della Consulta. Il dl pensioni garantirà ai pensionati un rimborso parziale e una tantum, differenziato, in maniera inversa, a seconda della fascia reddituale di appartenenza. Prima dell'inizio delle discussioni nell'aula di Palazza Madama (previste per il 14 luglio), il testo, che scadrà il prossimo 20 luglio, verrà esaminato dalla Commissione Lavoro (relatrice la senatrice del Partito Democratico Erica D'Adda) a partire dalle ore 13:45. 

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