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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ Inps Day, la proposta di Boeri con un convitato di pietra

Tito Boeri (Infophoto)Tito Boeri (Infophoto)

Senza ripetere estremi di un dibattito già noto, mi si dice che se un lavoratore vuole andare in pensione prima, sfruttando la flessibilità, deve perdere un tot di valore dell'assegno all'anno misurato dalla differenza tra l'anno in cui sceglie di pensionarsi e quello in cui per percorso naturale della legge sulle pensioni dovrebbe andare via. Si tratta di una penalizzazione motivata dal fatto che sia per l'uscita prematura, sia per l'evoluzione della speranza di vita, in fondo guadagnerebbe di più rispetto a ciò che in termini attuariali non ha pagato. 

Bene. Capovolgiamo il discorso. Cosa accade se invece al pensionando si offre la libertà di scelta, sempre naturalmente fissando una soglia minima obbligatoria che sia un "floor flat" rispetto al "cap normativo mobile" che si muove dai 66 anni per andare oltre e verso i 70 in un Paese dove la creazione di posti di lavoro e la riduzione della disoccupazione giovanile passa anche attraverso la flessibilità e la sostituibilità del lavoratore anziano con il disoccupato pronto a diventare lavoratore giovane a tutele crescenti? Un silenzio a questo principio, molto simile alla "damnatio silentii "dell'antica Roma, come può interpretarsi?

La classe politica di governo o meno non sa quale soglia produrre e come creare la griglia età/contributi per applicare questo principio? I tecnici ovunque presenti nel corpus istituzionale dei dicasteri e di enti preposti (l'Inps ha tutte le credenziali per fare proposte, sottolineò Boeri) o nel corpus para-istituzionale dei sindacati o delle associazioni di categoria datoriali o meno, non sono in grado di sapere quanto possa versare un pensionando per cogliere l'opportunità di andare in pensione prima, comprendendo che a una soglia di età deve corrispondere un montante di contributi da raggiungere? Montante di contributi ? Certo siamo in un sistema contributivo a far data da…. 

A Boeri piace fare come Giano: essere bifronte. Ecco perché in tutte le sue dichiarazioni, forse confermate nell'Inps Day c'è sempre stato e forse ci sarà un RI in più ! Sì, è il RI del calcolo cioè il famoso ricalcolo contributivo, dove il prefisso scardina il pregresso, estendendo retroattivamente la decorrenza della Fornero fino a ricomprendere i due step di Amato e Dini.

Se io pensionando so di non poter raggiungere il montante fissato, so che per quell'anno non potrò andare in pensione, ma se lo posso fare il mio potere di acquisto non perderà quel valore che maggiore o minore tutti gli estensori delle proposte di riforma hanno messo in conto. Quindi ora ci troviamo a leggere di quanto dovrò perdere anziché di quanto dovrò investire per garantirmi un'uscita: aspetto questo che non sarebbe affatto negletto nelle contrattazioni settoriali in tutta Italia, coinvolgendo in un principio negoziale ed alla luce di un preciso indirizzo governativo, le parti sociali.