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Lavoro

Riforma pensioni 2015 / Damiano “sfida” Poletti: il Governo dica qual è la sua proposta

Riforma pensioni 2015, in attesa delle decisioni del Governo sul tema, in arrivo tagli agli assegni pensionistici a partire dal 2016, a causa dell'aggiornamento dei coefficienti. 

Riforma pensioni 2015 (Infophoto2)Riforma pensioni 2015 (Infophoto2)

Questa sera alla Festa dell’Unità di Roma ci sarà un dibattito interessante, dato che sullo stesso palco saliranno Giuliano Poletti e Cesare Damiano. Il Presidente della commissione Lavoro della Camera ha già “scaldato i motori” in attesa di questo incontro, dato che ha chiesto al Governo di presentare quanto prima le sue proposte si riforma delle pensioni che vuole inserire nella Legge di stabilità. L’ex ministro chiede che ci sia anche un confronto dell’esecutivo con le Parti sociali e il Parlamento per trovare una soluzione condivisa. Vedremo se Poletti oggi risponderà a queste richieste.

Dura presa di posizione di Susanna Camusso contro le proposte di Tito Boeri. Per la leader della Cgil, la conseguenza delle misure ipotizzate  sarebbe un abbassamento del 30-35% delle pensioni più povere. Di fatto, per Camusso, mentre si dice di voler contrastare la povertà si fanno proposte che l’aumentano.

Nella proposta di revisione del sistema previdenziale di Tito Boeri c’è anche un contributo di solidarietà per le pensioni più alte. Il Presidente dell’Inps ha spiegato di ritenere giusto chiedere a chi ha assegni più alti di contribuire a un meccanismo di flessibilità. Nessuna soglia è stata specificata, anche se in passato si era parlato della possibilità che il contributo venisse applicato al di sopra dei 3.000 euro mensili.

Non bisogna farsi ingannare dalle parole: la flessibilità proposta da Tito Boeri non è quella di cui si è parlato negli ultimi mesi, specie in commissione Lavoro della Camera. Il Presidente dell’Inps è infatti stato molto chiaro: i disegni di legge in materia che vengono discussi in Parlamento “sembrano per lo più allontanarsi dai principi del contributivo, riesumando meccanismi propri delle pensioni di anzianità”. Uno schema, ha chiarito Boeri, che è il “più insostenibile della nostra previdenza pubblica”.

Tito Boeri ha presentato la Relazione annuale Inps e tra le altre cose ha detto che una riforma delle pensioni deve basarsi su 5 punti: “flessibilità sostenibile, una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, l'unificazione del pagamento delle pensioni, l'armonizzazione dei trattamenti e nuove opportunità di versare i contributi”. In Presidente dell’Inps ha quindi ricordato che con il sistema contributivo esiste già una certa flessibilità per l’uscita dal mondo del lavoro e che un “principio simile” può essere applicato anche a chi andrà in pensione nei prossimi anni con regimi diversi da quello contributivo.

In attesa dei provvedimenti del Governo sul tema della riforma delle pensioni, annunciati nella prossima Legge di Stabilità, il fondatore del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo, dal suo blog, mette in guardia gli italiani dalle prossime manovre dell'esecutivo. "I pensionati si preparino alla Legge di Stabilità di ottobre, perché nella pentola del Governo bolle più di una sorpresa", ha scritto Grillo, secondo cui l'aumento della flessibilità in uscita verrà attuato tagliando l'assegno pensionistico dell'8%. Per Grillo si tratta "dell'ennesimo ricatto ai lavoratori", già spremuti dalla riforma Fornero. Grillo non ha escluso, da parte del Governo, un taglio delle pensioni contributive del 20% e l'introduzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni superiori ai 2.000 euro lordi. 

Anna Maria Furlan, Segretario generale della Cisl, chiede al Governo di avviare un confronto serio sul tema delle pensioni, proprio alla vigilia della presentazione della Relazione Inps che sarà probabilmente accompagnata dalla proposta di intervento sulla previdenza di Tito Boeri. Furlan spiega di voler sentire un’ipotesi di riforma dal Governo, più che dal Presidente dell’Inps. Un tavolo sindacati-governo era già stato avviato, ma non si è mai entrati nello specifico degli interventi di riforma delle pensioni. 

In attesa di conoscere le intenzioni del Governo sulla riforma delle pensioni, tagli in arrivo, a partire dal 2016: la revisione dei coefficienti del calcolo delle pensioni, a partire dal primo gennaio 2016, provocherà una diminuzione degli assegni. I coefficienti si ridurranno in maniera variabile, a seconda dell'età di accesso alla pensione, con una percentuale compresa tra l'1,35% e il 2,5%, a causa dell'innalzamento dell'aspettativa di vita. I coefficienti per il calcolo della pensione con il criterio contributivo sono stati introdotti a partire dal 1995, con la riforma pensionistica Dini, e a partire dal 2012 riguardano anche i lavoratori che, al 31 dicembre 1995, avevano maturato un'anzianità contributiva di 19 anni. "Il Corriere della Sera" ha effettuato alcune simulazioni, stimando che, rispetto al momento in cui sono stati introdotti i coefficienti, i lavoratori, per garantirsi un assegno di pari importo, devono lavorare, in media, 5 anni in più. La revisione dei coefficienti, avvenuta finora ogni 3 anni, a partire dal prossimo aggiornamento varieranno ogni 2 anni. 

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COMMENTI
10/07/2015 - redistribuzione (marco falini)

@Delfini--E' vero'." Tassiamo i poveri, hanno poco ma sono tanti". Lo hanno fatto anche con le imposte sulle case, sgravando le abitazioni costose e colpendo le popolari.

 
08/07/2015 - Riforma pensioni (delfini paolo)

Sono d'accordo con la Signora Lucia Quattri, stiamo assistendo ad una drastica redistribuzione del reddito dal basso verso l'alto,grazie anche alle politiche della troika.

 
08/07/2015 - PENSIONI - VITALIZI - PROSSIME ELEZIONI (Lucia Quattri)

Caro governo pensa bene a quello che farai con la legge di stabilità di ottobre per le pensioni: Dopo 40 anni di lavoro e relativi contributi una persona HA IL SACROSANTO DIRITTO DI andare in pensione e LASCIARE IL POSTO AI GIOVANI. Non potete ridurre e tassare ulteriormente le pensioni di chi ha versato i contributi per una vita. Per sostenere il sistema pensionistico è sufficiente che cancelliate i VITALIZI ed i PRIVILEGI di tutti i parlamentari; anche loro devono andare in pensione DOPO 40 anni di Lavoro effettivo e relativi versamenti. Non è possibile fare paragoni con gli altri STATI dove il POTERE D'ACQUISTO è molto più elevato del nostro, la retributione è più elevata e tutti i servizi funzionano. Il potere d'acquisto di un Italiano non è certo paragonabile a quello di un tedesco che percepisce uno stipendio molto più alto e in Germania i servizi funzionano..... scuole asili sanità... Da noi a scuola devi pagarti il riscaldamento, fare la colletta per ristrutturare alla meno peggio, se ti devi curare ti danno appuntamento dopo 6 / 9 mesi e quindi se hai urgenza devi recarti a far visita MAGARI IN OSPEDALE, ma pagando la prestazione privata... ecc TOGLIETEVI TUTTI I PRIVILEGI ED I SOLDI BASTERANNO per sostenere la flessibilità in uscita mantenendo il retributivo. NON POTERE CHIEDERE SACRIFICI A META' DELLA POPOLAZIONE E L'ALTRA META' CONTINUA A SOLLAZZARSI E VOI NON FATE NIENTE PERCHE' NON NE PARLATE IN TELEVISIONE? ARRIVEDERCI ALL