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SPILLO/ Se il Jobs Act del Lussemburgo "supera" quello italiano

Dal 1° luglio la presidenza dell'Unione europea è stata assunta dal Lussemburgo. GIANCAMILLO PALMERINI ha dato uno sguardo al programma indicato per il semestre

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L'Europa non è solo #grexit. Continua, infatti, anche in questo periodo "straordinario" la normale attività istituzionale dell'Unione. Il primo luglio è iniziato così il periodo di presidenza di turno del Lussemburgo. La speranza è che questo semestre riesca a portare a casa qualcosa di più di quello, tanto enfatizzato in patria, italiano, il cui bilancio complessivo è stato certamente inferiore alle aspettative e non estremamente positivo.

Lo slogan, potremmo dire preveggente, "Un' Unione per i cittadini", rientra bene nello spirito di questi giorni che seguono lo "storico", a prescindere da cosa se ne pensi, referendum greco. Si dichiara, infatti, solennemente, che cittadini europei sono al centro del progetto europeo e che in questi sei mesi il piccolo granducato, governato per molti anni da Juncker, in linea con le sue tradizioni e le convinzioni, farà di tutto per mettere il cittadino al centro delle sue iniziative e per garantire che tutte le politiche dell'Unione siano messe in atto, non sempre appare così, per il reale beneficio dei suoi cittadini. 

Per fare ciò ci si impegna, inoltre, a promuovere una corretta applicazione di quei fondamentali principi del modello europeo che sono la sussidiarietà e la proporzionalità. In questa prospettiva è, tuttavia, utile evidenziare come si ponga come prima priorità quella di stimolare gli investimenti per favorire la crescita e l'occupazione.

Nei prossimi sei mesi, si sottolinea, una particolare attenzione sarà dedicata per attuare una vera e propria Politica industriale europea senza la quale ogni ipotesi di uscita dalla crisi rimarrà lettera morta. In particolare, si punterà a rafforzare, in maniera sistematica, la competitività in tutti i settori di azione dell'Unione europea attraverso il ricorso a un approccio intersettoriale.

Si scommetterà così sulla realizzazione di una sorta di "road map" della Commissione in materia industriale anche attraverso l'attuazione e il monitoraggio dei piani di azione settoriali, a partire da quello per l'acciaio, e sulla promozione di strumenti europei di finanziamento e di sostegno per le Pmi, in materia di innovazione e ricerca, in particolare con il rilancio del programma per la competitività delle piccole e medie imprese (il cosiddetto Cosme).