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Lavoro

IL CASO/ La marcia in più di un'azienda "in rosa"

Dare la possibilità di conciliare professione e famiglia è un plus non solo per la donna lavoratrice, ma anche per l’azienda. RICCARDO SALUZZI ci illustra un caso pratico

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Il tema del mobbing sulle madri lavoratrici all’interno delle aziende e della difficoltà di conciliare carriera e famiglia è, purtroppo, sempre attuale. Secondo dati recenti del ministero del Lavoro, l’85% delle persone che hanno lasciato volontariamente il proprio impiego è costituito da mamme lavoratrici, per un totale di ben 22.480 contratti rescissi. Le dimissioni sono spesso riconducibili all’impossibilità da parte delle madri lavoratrici di conciliare la propria carriera in azienda con la cura della famiglia. 

Gli orari full time e la poca flessibilità dell’orario di lavoro non permettono alle madri di portare o andare a prendere i figli a scuola o all’asilo, preparare i pasti e occuparsi di altre incombenze quotidiane. Inoltre, gli stipendi, mediamente più bassi rispetto a quelli maschili, non costituiscono certo un incentivo a rimanere in azienda. In questo scenario non proprio roseo, ci sono però delle eccezioni. Come Phonetica S.p.A., azienda con sede a Paderno Dugnano (MI), Torino e Forlì, operante nell’offerta di servizi e soluzioni innovative per le relazioni delle aziende e pionera del nuovo mercato della VideoRelazione.

All’interno dell’azienda le donne rappresentano il 77% del personale occupato, di cui il 49% è madre. Il 76% delle donne dipendenti è impiegato con contratto part time. “Cerchiamo sempre di andare incontro alle esigenze delle persone”, racconta Silvia Parmigiani, General Manager di Phonetica. “Più della metà delle donne in Phonetica è madre e riteniamo che dare la possibilità di conciliare professione e famiglia è un plus, anche per l’azienda: una donna realizzata sul piano personale è una professionista migliore”.

L’azienda punta molto sul tema dell’etica e di recente ha pubblicato il primo Bilancio Sociale scritto direttamente dalle persone del mondo Phonetica. I suoi uffici non hanno niente a che vedere con i “call center pollaio” tanto criticati nell’ultimo decennio, sono curati nel design e nella progettazione degli spazi di lavoro. Per esempio, le postazioni sono più ampie e confortevoli, gli elementi di arredo, i soffitti e i pavimenti sono totalmente fonoassorbenti e le cuffie in dotazione agli operatori dei servizi telefonici sono anch’esse adatte a isolare meglio i rumori. Tutto ciò per far sì che il lavoro delle persone non risulti caotico e quindi stressante. 

Il caso di Phonetica dimostra che anche in Italia, e nonostante la crisi, è possibile venire incontro alle necessità dei dipendenti senza che ciò danneggi i risultati dell’azienda.

(Riccardo Saluzzi)

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