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Riforma Pensioni 2015 / Flessibilità, “dietrofront” del Governo per lasciar spazio agli esodati (e alla crescita)?

Riforma Pensioni 2015, continua a tenere banco il tema del sistema pensionistico. L'introduzione o meno del meccanismo di flessibilità crea divisioni e discussioni anche all'interno del Pd

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Gli ultimi dati non certo esaltanti sul Pil stanno aprendo una riflessione importante sulla Legge di stabilità, che dovrà essere presentata entro fine settembre. Il Governo potrebbe infatti, scrive La Stampa, concentrare gli interventi sulle imprese e sul taglio delle tasse. Di conseguenza potrebbero esserci meno risorse disponibili per introdurre la flessibilità nel sistema previdenziale, o quanto meno con condizioni (leggi penalizzazioni) che possono essere ritenute accettabili da chi vuole lasciare in anticipo il lavoro. Non a caso, spiega il quotidiano torinese, sembra che ci sarà la settima salvaguardia degli esodati e nulla più.

Da Corrado Passera, ex ministro del Governo Monti, nonché leader di ItaliaUnica e candidato Sindaco a Milano, arriva una critica all’esecutivo sull’annunciata riforma delle pensioni. Intervistato da Il Tempo, Passera ritiene che il Governo abbia giocato troppo con le pensioni, annunciando nuovi interventi dopo la riforma Fornero che ha messo il sistema previdenziale in sicurezza. La possibilità di nuovi tagli ha quindi intimorito le famiglie che dipendono da un assegno Inps, provocando una contrazione dei consumi e quindi del Pil.

Il dato sul Pil del secondo trimestre (+0,2%) non è molto incoraggiante per l’economia italiana e per Carmelo Barbagallo, Segretario generale della Uil, una scossa può arrivare da investimenti pubblici e privati, dal rinnovo dei contratti e da un adeguamento delle pensioni. L’idea è che aumentando il potere d’acquisto degli italiani si possano stimolare i consumi, dando quindi una spinta positiva alla ripresa. Le richieste sul fronte previdenziale sembrano scontrarsi con quanto fatto dal Governo sul rimborso per la mancata indicizzazione delle pensioni decretata nel 2011: una misura non a caso aspramente criticata dai sindacati.

Cesare Damiano, si sa, vorrebbe riuscire a introdurre un meccanismo di flessibilità nel sistema pensionistico italiano. E forse, intuendo che le cose si stanno complicando in questa direzione, ha deciso di chiedere un confronto con Renzi e il gruppo parlamentare del Pd sui provvedimenti importanti da adottare per l’economia: crescita, occupazione e pensioni.  Il Presidente della commissione Lavoro della Camera vuole probabilmente che il Pd sia compatto su alcune misure da prendere nella Legge di stabilità, compresa ovviamente la flessibilità pensionistica.

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