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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Gelmini contro il Governo: ha fallito anche sulle pensioni

Riforma pensioni 2015, il Governo si accinge a preparare la legge Finanziaria. Aumento della flessibilità dell'età pensionabile e reddito minimo, le opzioni allo studio. 

Cesare DamianoCesare Damiano

Mariastella Gelmini punta il dito contro il Governo Renzi anche in tema di pensioni. In un’intervista a Repubblica, l’ex ministro spiega infatti che “ci sono tutte le motivazioni per scendere in piazza contro questo esecutivo di centrosinistra che sta registrando un fallimento dietro l’altro, dalle tasse alle pensioni”. È noto poi che Forza Italia ha deciso di offrire assistenza gratuita ai pensionati che intendono fare ricorso contro il bonus ricevuto ad agosto.

Il Presidente Mattarella, da quanto è salito al Quirinale, ha proseguito nel solco dell’austerity presidenziale, e lo si è visto anche in occasione dei suoi spostamenti tra Roma e Sicilia. Il Giornale di oggi segnala come il suo staff stia ancora lavorando a una spending review interna, così da ridurre ancora i costi della struttura quirinalizia. E sembra che uno dei capitoli che verrà preso in mano possa essere quello delle pensioni degli ex dipendenti, che rappresentano quasi il 40% di tutte le uscite del Quirinale. Il quotidiano milanese segnala che questi trattamenti di quiescenza da 2007 non sono in alcun modo indicizzati. Chissà se e in quale modo si interverrà su questo tipo di trattamenti.

In una lettera pubblicata da La Stampa, Annamaria Furlan, Segretario generale della Cisl, propone di cancellare le imposte che gravano sulla prima casa “tassando progressivamente i grandi patrimoni immobiliari in base alla effettiva rendita catastale al di sopra dei 500.000 euro e anche le rendite finanziarie escludendo, naturalmente, i titoli di Stato”. Questo sarà anche il cuore di una proposta di legge di iniziativa popolare che la Cisl presenterà il 2 settembre alla Camera, dopo aver raccolto firme per richiedere l’estensione del bonus da 80 euro anche ai pensionati.

Nuovo dietrofront su una riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità nella Legge di stabilità. E ancora una volta la voce “controcorrente” è quella del viceministro dell’Economia Enrico Morando. In un’intervista al Corriere della Sera ha infatti detto che ritiene ipotizzabili interventi sulle pensioni che non siano a carico dello Stato, “come il prestito-ponte”, ovvero il prestito pensionistico. Nulla dunque che assomigli alla flessibilità del Ddl Damiano. Vedremo se si tratta solo di una posizione personale o se le idee di Morando si stanno facendo spazio nell’esecutivo.

Per alcune italiane, il Ferragosto appena trascorso è stato all’insegna del “pressing” sui politici. Il Comitato Opzione Donna, dopo il successo ottenuto con la promessa di “sbloccare” la possibilità per le donne di andare in pensione anticipata a 57 anni (58 per le autonome), ha deciso di chiedere che sia fatta chiarezza sui requisiti utili per Opzione donna, dato che potrebbero servire 57 anni e 3 mesi (58 anni e 3 mesi per le autonome): cosa che renderebbe non utilizzabile questa forma di pensionamento anticipato per le donne nate nell’ultimo trimestre del 1958 (o del ’57 nel caso delle autonome). Ecco dunque che su Twitter è partita una campagna indirizzata a ministri e parlamentari per far sì che sia trovata una soluzione.

A partire da settembre inizierà la discussione sulla Legge di Stabilità, che dovrà essere presentata al Parlamento entro il 15 ottobre e potrebbe contenere interventi specifici sul tema della riforma delle pensioni. Quali saranno le priorità del Governo, alle prese con i limiti di bilancio e la crescita del Pil, poco incoraggiante? Il Governo ha annunciato interventi volti a ridurre la flessibilità della riforma Fornero, che potrebbero concretizzarsi con la possibilità di richiedere la pensione anticipata, con penalizzazione dell'assegno: si opterà per la proposta Damiano-Baretta o per quella Boeri? Tra il presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati e il presidente dell'Inps, fermi sulle proprie posizioni, è nata negli ultimi mesi una polemica, che ha diviso il mondo politico (mentre quello sindacale si è schierato compatto a fianco della proposta del senatore del Partito Democratico). L'esecutivo potrebbe anche recepire le indicazioni di Boeri, che ha auspicato interventi a favore degli over 55 esclusi dal mercato del lavoro e privi di tutela (cosiddetto reddito minimo), e misure speciali per il Sud, nell'ambito del piano di rafforzamento del contrasto alla povertà.  

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