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Lavoro

Riforma Pensioni 2015/ Treu: flessibilità, tra penalizzazioni e prestito ecco come arrivarci

Per TIZIANO TREU, una riforma delle pensioni deve correggere l’eccessiva rigidità del sistema, in quanto le soglie fisse sono contrarie alla logica del contributivo e alla flessibilità

Tiziano TreuTiziano Treu

Flessibilità con penalizzazioni, prestito ponte e part-time per i lavoratori anziani. Sono le tre proposte di Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, ex commissario straordinario dell’Inps e attualmente componente del Cnel, per risolvere il nodo della riforma delle pensioni. Lo scorso giugno il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aveva sottolineato: “Affronteremo il tema in legge di stabilità. Dobbiamo trovare un equilibrio tra la maggiore flessibilità e le compatibilità di finanza pubblica. Non vogliamo scaricare altri pesi sulle future generazioni. Non possiamo costruire altro debito”. E lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, una settimana fa ha confermato che nella legge di stabilità ci sarebbero misure che vanno nella direzione di una maggiore flessibilità pensionistica. A tirare il freno a mano però è stato il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, secondo cui sono ipotizzabili solo misure “a costo zero” come il cosiddetto “prestito ponte”.

Con la legge di stabilità andrà sciolto il nodo flessibilità. Che cosa deve fare il governo?

È da tempo che si dice che occorre correggere l’eccessiva rigidità del sistema pensionistico, e che le soglie fisse sono contrarie alla logica del contributivo e a quella flessibilità di cui hanno bisogno non solo i lavoratori ma anche le imprese. In molti si sono pronunciati, anche il governo si è espresso, da ultimo se ne sono occupati anche i ministri del Lavoro. Quindi adesso l’unico problema è fare bene i conti.

Nel momento in cui Renzi ha promesso di abolire la Tasi sulla prima casa, è possibile intervenire anche sulle pensioni?

Non c’è dubbio che andranno fatte delle scelte su quante risorse destinare ai giovani, ai pensionati e al taglio delle tasse sulla casa. Io sono stato molto critico sulla sentenza della Corte costituzionale relativa al blocco delle indicizzazioni delle pensioni, perché ha “dirottato” risorse su persone che tutto sommato hanno una posizione più sicura rispetto a quella di numerosi giovani.

Quindi è meglio rinunciare alla flessibilità?

Non dico questo, dipende dalla soluzione che si decide di attuare. Ci sono interventi che costerebbero fino a dieci miliardi. Se si volesse introdurre un’età pensionabile con una fascia ampia tra i 62 e i 70 anni, e si applicassero delle riduzioni moderate agli assegni pensionistici, per esempio del 2% l’anno, i costi sarebbero appunto intorno agli 8/10 miliardi. Ben diverso sarebbe il caso se si usasse la flessibilità, ma le “penalizzazioni” fossero più consistenti.

Di quanto dovrebbero essere?