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Lavoro

IL CASO/ L'Italia non è un Paese per giovani (ma i talenti veri ci sono)

In Italia la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 44,2%. Eppure nel nostro Paese ci sono anche giovani talenti che creano eventi unici, come ci racconta RICCARDO SALUZZI

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L’Italia non è un Paese per giovani. Lo abbiamo detto e sentito più volte. Al di là dei dati occupazionali - record di giovani disoccupati (44,2%), mai così tanti dal 1977 - se si considera quello relativo all’inattività dei 15-29enni, si comprende la gravità del problema giovani-lavoro. Sono infatti oltre 2 milioni coloro che non studiano e non lavorano, che non fanno nulla. Emergono in questo spaccato non solo problematiche occupazionali, ma soprattutto culturali ed educative.

Nella speranza che il trend possa invertirsi, a oggi in Italia abbiamo pochi giovani inclusi nel mercato, molti che non ci entrano e tanti altri che scelgono di fare esperienza all’estero. Ma i talenti non ci mancano, anche perché il Bel Paese è noto in tutto il mondo per il suo ingegno e per la sua capacità creativa.

Per questo sorprendono, fino a un certo punto, storie gloriose come quella di Francesco Senese, oggi 38enne, violinista di fama internazionale e fondatore, nonché direttore artistico, del festival “Musica sull’acqua” di Colico (LC). La rassegna, che si è conclusa poco più di una settimana fa, ha festeggiato in questa edizione i suoi primi dieci anni. Non si tratta di una semplice kermesse musicale, ma di una vera e propria festa della musica aperta a tutti; festa che anima il piccolo e suggestivo borgo di Colico, sul ramo lecchese del Lago di Como, e la vicina Abbazia di Piona, raro gioiello di architettura romanica lombarda, posta sulla punta della piccola penisola di Olgiasca. Un ricco programma di concerti, ma soprattutto l’occasione per tanti giovani talenti di incontrare ed esibirsi con alcuni tra i più significativi concertisti internazionali.

Anche quest’anno il festival ha ospitato artisti di fama internazionale - per citarne solo alcuni, i violinisti Sergej Krylov e Alexander Sitkovetsky, i pianisti Louis Lortie, Itamar Golan e Ingrid Fliter, la cantante Cristina Zavalloni, il mimo Tony Lopresti e tanti altri interpreti di prim’ordine. Il festival è sostenuto da importanti sponsor pubblici e privati e, anche quest’anno, ha ricevuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana. In questi 10 anni, ha ospitato 70 concerti, oltre 70 artisti di 18 diverse nazionalità e ha attirato più di 10.000 spettatori. Non solo programmazione concertistica, ma anche dei laboratori musicali-artistici - chiamati Ateliers - dove i bambini affrontano un percorso legato alla riscoperta delle capacità percettive.

In quest’ultima edizione, il festival è stato aperto con l’appuntamento speciale “Le musicien du silence”, lavoro scritto e interpretato dallo straordinario percussionista marocchino Christian Guyot - non udente dalla nascita - realizzato per la Schola Cantorum di Parigi e proposto in Italia in questa occasione.