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Riforma Pensioni 2015 / Damiano: flessibilità, la verità nei "chiarimenti" di Settembre

In vista di settembre, CESARE DAMIANO difende la sua proposta di riforma delle pensioni, spiegando anche che l'aspettativa di vita non può limitare l'uso di Opzione donna

Cesare Damiano (Infophoto) Cesare Damiano (Infophoto)

Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha chiesto a Renzi di aprire un confronto con il gruppo parlamentare del Pd a partire da settembre. Al centro degli incontri per l’onorevole Damiano dovrebbero esserci i temi dell’economia quali crescita, occupazione e pensioni, in previsione della legge di stabilità. Un impegno a maggior ragione ritenuto importante dopo le turbolenze dei mercati per la tripla svalutazione dello yuan. Ma soprattutto a stare a cuore a Damiano è il tema delle pensioni, in merito a cui da tempo ha presentato una proposta di legge che rappresenta il cardine di quanti reclamano una maggiore flessibilità. Anche se nei giorni scorsi è arrivato il “niet” del viceministro dell’Economia, Enrico Morando, secondo cui sono ipotizzabili solo misure “a costo zero” come il cosiddetto “prestito ponte”.

Onorevole Damiano, che cosa ne pensa delle affermazioni del viceministro dell’Economia? Non sono d’accordo con Morando. È nota la sua posizione a difesa sostanziale della “riforma” delle pensioni del governo Monti. Del resto Morando ha sempre dichiarato che la piattaforma dell’allora governo doveva proseguire con il nuovo esecutivo di centrosinistra. Un’idea che io ho sempre combattuto con grande energia.

Eppure i ministri Poletti e Padoan avevano fatto delle caute aperture sulla flessibilità… Apprezzo le aperture di Padoan e di Poletti, che si aggiungono anche a quelle di Renzi quando parla di introdurre un principio di flessibilità nel sistema pensionistico. È del resto impossibile correggere una “riforma” a costo zero: un po’ di risorse andranno impegnate.

Lei ha chiesto un incontro di chiarimento tra Renzi e i gruppi parlamentari del Pd. Ha già avuto riscontri? Non ho avuto riscontri, ma ho chiesto a Renzi di convocare nel dopo-ferie il gruppo parlamentare del Pd di Camera e Senato per affrontare il tema della Legge di stabilità. L’obiettivo è trovare un equilibrio all’interno del Pd.

Pensa che troverà la disponibilità dell’esecutivo? Se le penalizzazioni sono tali da non essere convenienti è inutile la flessibilità, e quindi bisogna trovare un compromesso. Con la mia proposta ho aperto il terreno per una soluzione, con un massimo dell’8% di penalizzazione per chi anticipa i quattro anni rispetto agli attuali 66 e va in pensione a 62, con 35 anni di contributi.

Ne ha parlato anche con gli esponenti del governo?