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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ Proietti (Uil): lavoratori precoci e flessibilità, il Governo passi dalle parole ai fatti

Domenico ProiettiDomenico Proietti

La nostra proposta è lasciare ai lavoratori la scelta su quando andare in pensione tra i 62 e i 70 anni. Il tutto senza penalizzazioni ulteriori rispetto a quelle già implicite, perché con il sistema contributivo se si va in pensione prima si sono versati meno contributi e quindi si percepisce un assegno più basso. Quindi non si possono gravare ulteriormente i futuri pensionati con una penalità che sarebbe pari a una mensilità all’anno. Per pensioni che già non sono altissime sarebbe un problema reale. La nostra proposta è quindi quella di reintrodurre la flessibilità, ma senza penalizzazioni aggiuntive.

 

Per il viceministro Morando però sono percorribili solo ipotesi che non abbiano costi per lo Stato come il prestito ponte. Lei che cosa ne pensa?

Quella del prestito pensionistico è una proposta avanzata già a suo tempo dal ministro Giovannini. Noi pensiamo che non sia la strada giusta, perché stiamo sempre parlando di risorse che sono di lavoratori e pensionati. Con il prestito ponte si disincentiverebbe fortemente il fatto di andare prima in pensione, e quindi non è una risposta al bisogno che noi abbiamo davanti. Se è vero che, come hanno detto Renzi e Poletti, avere elevato l’età pensionabile ha creato un’ingiustizia sociale e un’iniquità, bisogna porre rimedio a questo introducendo una flessibilità che non penalizzi a sua volta il lavoratore, altrimenti non si risolve il problema.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
23/08/2015 - Solito gioco delle tre carte (Moeller Martin)

Si cerca di giustificare l'introduzione di flessibilità senza penalizzazioni con il fatto che con il sistema contributivo anticipando il proprio pensionamento le prestazioni si riducono automaticamente avendo versato meno e sugli 80 miliardi risparmiati dalla legge Fornero. Guardate la pallina girare e lasciatevi incantare da chi ha trovato una soluzione così equa tra prestazioni al lavoratore e conti sostenibili. Se non fosse che gli 80 miliardi risparmiati erano indispensabili per rendere sostenibili i conti e quindi non possono essere nuovamente spesi, oltre al fatto che chi ha iniziato a lavorare a 15 anni e va in pensione oggi non lo fa con il sistema contributivo quindi non può riferirsi a tale sistema.