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Riforma pensioni 2015 / Furlan: bisogna cambiare la peggior legge pensionistica d’Europa

Riforma pensioni 2015, le news sulle possibili modifiche al sistema previdenziale attraverso la Legge di stabilità. Gli aggiornamenti su flessibilità, Opzione donna e lavoratori precoci

Cesare Damiano (Infophoto) Cesare Damiano (Infophoto)

Dopo Susanna Camusso, anche un'altra sindacalista di punta, ovvero Anna Maria Furlan, Segretario generale della Cisl, interviene sul tema delle pensioni. Dal Meeting di Rimini, ha spiegato infatti quali sono a suo modo di vedere le priorità di cui deve occuparsi il Governo. Oltre a nuovi incentivi per le assunzioni, la Furlan ritiene importante cambiare “la peggior legge pensionistica d’Europa”, ovvero la riforma Fornero del 2011. Il leader della Cisl non ha dato indicazioni sulle modalità con cui eseguire questo intervento.

Gianfranco Librandi, deputato di Scelta Civica, critica le dichiarazioni di Susanna Camusso, protagonista di un’intervista sul Corriere della Sera. In particolare sul tema delle pensioni (su cui il leader della Cgil si è detta contraria alle penalizzazioni), Librandi ritiene che la sfida dei prossimi anni non è ridurre l’età pensionabile per alcune categorie di lavoratori, ma “creare degli incentivi fiscali perché i lavoratori più anziani nei settori più usuranti vengano destinati dalle aziende a mansioni meno faticose”. Il parlamentare ha poi mosso un’altra stoccata alla Cgil, dicendo che probabilmente sogna ancora un mondo di baby pensionati da tesserare. 

Anche Giuliano Cazzola, ex parlamentare e sindacalista, si schiera contro Susanna Camusso. Il Professore bolognese, prendendo in considerazione i dati Inps sull’età effettiva alla decorrenza della pensione tra il 2009 e i primi due mesi del 2015, dimostra che il ricorso al pensionamento anticipato diminuisce nei numeri, ma non ha visto una sostanziale elevazione del requisito anagrafico che rimane più o meno al livello precedente le riforme più recenti. “Se si rivedesse al ribasso l’età pensionabile questa tendenza diventerebbe ancora più frequente”, aggiunge Cazzola.

Enrico Morando torna a tirare il freno sull’ipotesi di introdurre una riforma delle pensioni con una flessibilità che comporti oneri per le casse pubbliche. Il viceministro dell’Economia ha infatti ribadito in un’intervista a La Stampa di essere favorevole a una riforma purché “si autofinanzi. Se invece fosse necessario stanziare risorse faremmo un errore”. Morando ha poi ricordato che, Grecia esclusa, l’Italia è il Paese europeo con la spesa per pensioni più alta in rapporto alla ricchezza prodotta.

La Uil torna a proporre interventi sulle pensioni in vista della Legge di stabilità. In particolare, il sindacato chiede che si contrastino più efficacemente l’evasione fiscale e la corruzione, al fine di ridurre le aliquote fiscali ai pensionati, che non hanno ricevuto lo scorso anno il bonus da 80 euro. Inoltre, la Uil chiede che una parte dei risparmi determinati dalla legge Fornero sui bilanci pubblici venga utilizzata per introdurre la flessibilità nel sistema previdenziale.

Susanna Camusso spinge ancora per una riforma delle pensioni che porti ad anticipare l’età di accesso alla quiescenza. In un’intervista al Corriere della Sera, il leader della Cgil ha spiegato di essere d’accordo con l’ipotesi di introdurre la flessibilità nella Legge di stabilità, ma di non condividere l’idea delle penalizzazioni. Per Camusso, insomma, occorre abbassare l’età pensionabile senza aggravi per i cittadini. Decurtare l’assegno, ha spiegato, “significa non sapere di che redditi si dispone in Italia e quali pensioni si preparano per il futuro”. Il Segretario generale della Cgil non condivide nemmeno l’ipotesi di un reddito minimo per gli over 55 che restano senza lavoro, perlomeno non come abbozzata dai tecnici del ministero del Lavoro.

Arrivano nuove speranze per una riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità nella Legge di stabilità. Ad alimentarle è Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, nonché firmatario, insieme a Cesare Damiano, della proposta di legge su cui sono riposte molte delle speranze dei cittadini che vedrebbero avvicinarsi così la pensione. Il Sole 24 Ore riporta alcune dichiarazioni di Baretta, secondo cui la flessibilità non produrrebbe solo vantaggi sociali, ma anche economici, come la possibilità di aumentare le possibilità di lavoro per i giovani. Il sottosegretario ricorda che una pensione anticipata dovrà per forza comportare una penalizzazione sull’assegno. Tuttavia non c’è chiarezza alcuna sull’importo di tale penalizzazione. La proposta Damiano-Baretta vorrebbe un 2% in meno per ogni anno anticipato rispetto ai 66 “canonici”, fino a un massimo dell’8%. Non è però da escludere che il taglio possa essere superiore e lo stesso Baretta spiega che è in atto una discussione e si arriverà a una corretta decisione tenendo conto anche dei costi nel breve periodo che un pensionamento anticipato comporta per i conti pubblici.

Baretta ha ricordato in ogni caso che alla flessibilità potrebbe accompagnarsi anche il prestito pensionistico, vecchia idea di Enrico Giovannini, ripresa dal suo successore Poletti, che potrebbero “essere anche alternativo alla penalizzazione”. Cioè, al posto del taglio dell’assegno, una parte di esso sarebbe stanziata per rimborsare il prestito ottenuto come pensione anticipata.

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COMMENTI
24/08/2015 - Prestito ponte - PENSIONI -questo sarebbe un FURTO (Lucia Quattri)

Da quello che si legge sui vari quotidiani ed in Internet, il prestito ponte potrebbe essere accessibile solo a chi possiede qualche cosa da ipotecare. Dalla stampa si legge ad esempio -> un'ipoeca sulla casa. Il prestito sarebbe poi a carico degli eredi.. Ma cosa state facendo? una persona lavora una vita con l'ipoteca sulla casa e dopo qualche anno, quando ha terminato di saldare i debiti proponete di rimettere un'ipoteca. In caso di insolvibilità la casa sarà poi della Banca? MA COSA STATE FACENDO? Questi prestiti sarebbero poi sulle spalle dei nostri giovani che dovrebbero restituirli alle banche? è così che create posti di lavoro ed assicurate un futuro ai nostri giovani? caricando sulle spalle i debiti dei genitori che dopo magari 40 anni di lavoro per potersi permettere di vivere sono obbligati a chiedere un prestito ? Dopo 40 anni di contributi versati una persona deve anche subire questo? Ma vi rendete conto? state per mettere in ginocchio la popolazione togliendo loro quello che gli spetta di diritto. PENSIONE PER TUTTI DOPO 40 ANNI DI CONTRIBUTI I soldi fateveli dare da chi non paga le tasse ed è un perfetto sconosciuto per il Fisco, da chi ne paga solo una piccola parte, riducendo i vostri stipendi che dovrebbere essere parametrati ai valori EUROPEI, sì anche voi CARI PARLAMENTARI dovete adeguare il vostro stile di vita a quello EUROPEO, non solo le persone normali lo debbono fare. Eliminate le province che tanto costano alle casse dello STATO