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Lavoro

Riforma Pensioni 2015 / Bruni: per lavoratori precoci, esodati e donne non basta una "sanatoria"

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Per quanto riguarda il futuro mi voglio augurare che questi lavori di cura siano più ridistribuiti tra tutte le persone. Non possiamo pensare che le donne continuino a svolgere come accade oggi una media di 105 minuti al giorno di lavoro di cura dentro casa e fuori. Dobbiamo mettere in campo un patto sociale dove la cura sia distribuita fra uomini e donne di tutte le età, e non siano soltanto le donne a occuparsi di persone con deficit di cura.

 

Presto potrebbe arrivare una settima salvaguardia per gli esodati. Si riuscirà a chiudere la questione una volta per tutte?

Mi auguro di sì, anche perché la questione esodati è nata insieme a una riforma, quella della Fornero, che doveva funzionare per un tempo limitato. In realtà gli esodati sono ancora prodotti dal sistema. Continua a esserci gente che perde il lavoro in quanto il Jobs Act rende più facile licenziare i dipendenti meno efficienti quando superano i 50 anni. Anche se si risolvesse la situazione dei primi esodati, se noi non immaginiamo una legislazione del lavoro che possa salvaguardare anche le persone meno efficienti, il problema continuerà a riproporsi.

 

(Pietro Vernizzi)

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